Gaia De Megni | Robin Rimbaud
Comunicato stampa
Che cosa resta oggi dell'immaginario costruito dal cinema di Michelangelo Antonioni, e in particolare dalla figura di Monica Vitti? E in che modo continua ad abitare Roma, i suoi spazi e il nostro sguardo?
È da queste domande che prende forma il progetto che il MACRO inaugura il prossimo 24 settembre, mettendo in dialogo due opere ospitate nella Sala Video e nella Sala Audio del museo. Più che un omaggio al cinema di Antonioni e Monica Vitti, il progetto prova a riportarne le domande nel presente.
Nella Sala Video, Maria's Dream di Gaia De Megni - vincitore di ArteVisione 2024, prodotto da Careof e presentato per la prima volta in uno spazio museale - intreccia memoria personale, archivio familiare e storia del cinema. Girato in pellicola 16 mm, il film prende Monica Vitti come punto di partenza per riflettere sulla costruzione dell'immaginario femminile e sul modo in cui le immagini continuano a influenzare il nostro sguardo.
Nella Sala Audio, 52 Spaces di Robin Rimbaud, in arte Scanner, realizzato nel 2002 per il novantesimo anniversario della nascita di Antonioni, prende invece le mosse da L'Eclisse: dialoghi, rumori, frammenti musicali e registrazioni ambientali raccolte nelle strade di Roma vengono ricomposti in un paesaggio sonoro in cui la città reale e quella cinematografica finiscono per sovrapporsi.
Le due opere sembrano a completarsi a vicenda. Da una parte il volto di Monica Vitti, dall'altra la geografia sonora della Roma di Antonioni; da una parte la memoria privata, dall'altra quella collettiva della città. In mezzo, il visitatore attraversa un percorso in cui cinema, arte contemporanea e paesaggio urbano si intrecciano, mostrando come quell'immaginario continui ancora oggi a generare nuove narrazioni.