Franco Basaglia dove gli occhi non arrivavano

Informazioni Evento

Luogo
MUSEO DI SANTA CHIARA
Corso Verdi 18 , Gorizia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

tutti i giorni 10.00 – 18.00
25 dicembre CHIUSO

Vernissage
29/11/2025
Biglietti

€ 8,00; ridotto (fino a 18 anni o studenti universitari, over 65) € 5,00; studenti 6–18 anni € 4,00
Gratuito con FVG Card
Visite guidate: ogni domenica alle 10.30; festivi infrasettimanali alle 15.00 (8/12, 26/12, 01/01, 06/01, 25/04, 01/05)
Costo visite: € 5,00 oltre al biglietto d’ingresso (gratuito per bambini fino a 12 anni)

Curatori
Marco Minuz
Generi
fotografia

Franco Basaglia, dove gli occhi non arrivavano, progetto fotografico a cura di Marco Minuz che vuole ricordare la figura di Franco Basaglia e del suo rapporto con la città di Gorizia.

Comunicato stampa

All’interno del cartellone di eventi di GO! 2025, Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura, inaugura il 29 novembre al Museo di Santa Chiara di Gorizia la nuova mostra Franco Basaglia, dove gli occhi non arrivavano, progetto fotografico a cura di Marco Minuz che vuole ricordare la figura di Franco Basaglia e del suo rapporto con la città di Gorizia, all’epoca capitale di una rivoluzione culturale di risalto internazionale, attraverso il lavoro di tre straordinari fotografi che testimoniarono questo storico momento.

Tre autori del calibro di Gianni Berengo Gardin (1930 - 2025), Raymond Depardon (1942) e Ferdinando Scianna (1943) vengono riuniti assieme in un progetto che vuole, attraverso le loro fotografie, dare senso compiuto alla straordinaria intuizione di Basaglia e alla trasformazione che avviò. Questi fotografi di fama internazionale vollero testimoniare, in prima persona, l’impegno di questo psichiatra che aveva iniziato un programma sperimentale proprio nella città di Gorizia, percorso che portò poi alla riforma del sistema di salute mentale con la legge n.180 del 1978, la cosiddetta "Legge Basaglia".

Una mostra che volutamente, anche nella scelta delle fotografie d’autore individuate, vuole non solo raccontare l’esperienza di Basaglia da un punto di vista professionale, ma anche suggerire la visionarietà che la animava. Per approfondire maggiormente questa esperienza i tre fotografi sono stati intervistati per l'occasione offrendo così una straordinaria lettura di quel momento storico. Proprio per evidenziare anche l’aspetto poetico di questa trasformazione il percorso terminerà, dopo le tre sezioni dedicate ai fotografi, con il documentario “il Volo”, realizzato da Silvano Agosti nel 1975; filmato che mostra l’idea di Basaglia di far provare, per la prima volta, l’esperienza di un volo aereo ai suoi pazienti. La mostra sarà accompagnata da un nuovo progetto allestitivo che valorizzerà gli spazi espositivi di Santa Chiara.

Un progetto per raccontare, attraverso il lavoro di questi straordinari fotografi conosciuti in tutto il mondo, quello storico momento che la città di Gorizia visse in prima persona. Riunire assieme questi tre autori rappresenta un evento storico nell’ambito della fotografia. Il percorso si compone circa di 80 fotografie, tre videointerviste realizzate per l’occasione e il videodocumentario di Silvano Agosti.

Il progetto è promosso dal Comune di Gorizia, con il contributo del ministero della Cultura (Mic) e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per il tramite della direzione centrale Cultura e Sport, ed è organizzato da Suazes.

ORARI E PRENOTAZIONI

DOVE GLI OCCHI NON ARRIVAVANO

Museo di Santa Chiara, Gorizia
29 novembre 2025 - 3 maggio 2026
Orari: tutti i giorni 10.00 – 18.00
25 dicembre CHIUSO
Biglietti: € 8,00; ridotto (fino a 18 anni o studenti universitari, over 65) € 5,00; studenti 6–18 anni € 4,00
Gratuito con FVG Card
Visite guidate: ogni domenica alle 10.30; festivi infrasettimanali alle 15.00 (8/12, 26/12, 01/01, 06/01, 25/04, 01/05)
Costo visite: € 5,00 oltre al biglietto d’ingresso (gratuito per bambini fino a 12 anni)
Prenotazioni: [email protected]
Lingue: servizio in italiano; inglese su richiesta anticipata
Organizzazione: Comune di Gorizia, a cura di SUAZES – Impresa culturale e creativa, in collaborazione con PromoTurismoFVG

PER MAGGIORI INFORMAZIONI STAMPA

Ufficio Stampa Goigest
[email protected]

Ufficio Stampa PromoTurismoFVG
[email protected]

Ufficio Stampa Erpac
[email protected]

NOTE BIOGRAFICHE

FERDINANDO SCIANNA
Ferdinando Scianna nasce a Bagheria nel 1943. Inizia a fotografare negli anni Sessanta mentre studia letteratura, filosofia e storia dell’arte all’Università di Palermo. Comincia così a immortalare sistematicamente i siciliani e la loro terra. Tra i progetti più celebri le serie su Palermo, sul Carnevale di Sicilia e sui riti religiosi dell’isola. Feste Religiose in Sicilia del 1965 contiene un saggio dello scrittore Leonardo Sciascia e gli vale il Premio Nadar. Si tratta della prima di molte collaborazioni con scrittori illustri. Nel 1966 si trasferisce a Milano. L’anno successivo inizia a lavorare per il settimanale L’Europeo, prima come fotografo, poi dal 1973 come giornalista. Scrive anche di politica per Le Monde Diplomatique e di letteratura e fotografia per La Quinzaine Littéraire. A metà degli anni Settanta incontra Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte della Magnum Photos, divenendo membro a pieno titolo nel 1989. Sul finire degli anni Ottanta entra nel campo della fotografia di moda e nel 1989 pubblica una retrospettiva Le Forme del Caos. Nel 1995 torna a esplorare il significato dei riti religiosi con Viaggio a Lourdes e due anni dopo da alle stampe la raccolta Dormire Forse Sognare. Nel 1999 vengono pubblicati i suoi ritratti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges; nello stesso anno la mostra Niños del Mundo espone le sue fotografie di bambini di tutto il mondo. Tra i riconoscimenti più importanti ricevuti il Premio Erich Salomon nel 2006 e il Premio alla Carriera alla XXIV edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Roma nel 2015. Sue opere fanno parte da collezioni permanenti di prestigiosi musei e istituzioni.

GIANNI BERENGO GARDIN
Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930. Cresce e studia a Venezia, la sua città. Comincia a fotografare all’inizio degli anni Cinquanta, immortalando soggetti che vanno dal sociale, alla vita quotidiana, al mondo del lavoro, all’architettura e al paesaggio. Comincia ad accumulare un archivio fotografico monumentale con scatti che racconto l’evoluzione della società italiana dal Dopoguerra ad oggi. Dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi, nel 1965 si stabilisce a Milano, dove avvia la carriera professionista. Inizia a collaborare con le principali testate nazionale italiane, come Il Mondo di Pannunzio, e Internazionale. Si dedica soprattutto a realizzare foto libri, arrivando a pubblicare più di 250 volumi fotografici, tra cui un’ampia serie sull’Italia e i paesi europei per il Touring Club Italiano. Sviluppa reportage che testimoniano l’evolversi dell’Italia della seconda metà del Novecento, con una particolare attenzione al sociale e monografie per le maggiori industrie italiane, tra cui la Olivetti. Ha tenuto circa 360 mostre personali in Italia e all’Estero e sue immagini fanno parte delle collezioni dei più importanti musei e fondazioni culturali internazionali, tra cui il MOMA di New York, la Bibliothèque Nationale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Musèe de l’Elysée di Losanna, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. Tra i numerosi premi ricevuti nel 1995 il Leica Oskard Barnack, nel 2008 il prestigioso Lucie Award alla carriera e nel 2014 il Premio Kapuściśski per il reportage. Nel 2009 gli viene conferita la laurea honoris causa dall’Università degli Studi di Milano. Viene a mancare nel 2025.

RAYMOND DEPARDON
Raymond Depardon, nasce a Villefranchesur-Saône nel 1942. Inizia a fotografare nella fattoria di famiglia a soli 12 anni e compie il suo apprendistato da un foto-ottico della città natale. Nel 1958 si trasferisce a Parigi. Nel 1960 entra a far parte dell’agenzia Dalmas come reporter e nel 1966 è co-fondatore dell’agenzia Gamma, con cui realizza reportage in tutto il mondo. Parallelamente alla carriera fotografica, inizia a realizzare film documentari come Une Partie de Campagne e San Clemente. Dal 1974 al 1977, in qualità di fotografo e regista, copre il rapimento dell’etnologo francese François Claustre in Ciad. Nel 1978 entra a far parte dell’agenzia Magnum. Nello stesso anno esce nelle sale Reporters, che rimarrà in programmazione per sette mesi in un cinema del Quartiere Latino. Mentre prosegue la sua carriera di regista, nel 1991 riceve il Grand Prix National de la Photographie. Anche i suoi film ottengono riconoscimenti: nel 1995 Délits Flagrants, sul sistema giudiziario francese, riceve il Premio César per il miglior documentario. Nel 1998 realizza il primo di una serie di tre film sul mondo rurale francese. Nel 2020 la Maison Européenne de la Photographie di Parigi allestisce un’importante mostra sul suo lavoro. Nell’ambito di un’iniziativa della Fondation Cartier per l’arte contemporanea, realizza un’installazione di film su dodici grandi città che tra il 2004 e il 2007 sarà proiettata a Parigi, Tokyo e Berlino. Ha realizzato diciotto lungometraggi e pubblicato quarantasette libri.