Enrico Boccioletti – Frammenti di un discorso amoroso

Informazioni Evento

Luogo
GELATERIA SOGNI DI GHIACCIO
Via Tanari Vecchia 5a , Bologna, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Aperture ordinarie: ogni venerdì dalle 19 alle 24

Durante le giornate di ART CITY Bologna 2026:
giovedì 5 febbraio ore 18 – 24
venerdì 6 febbraio ore 15 – 24
sabato 7 febbraio ore 15 – 24
domenica 8 febbraio ore 15 – 19

Vernissage
05/02/2026

ore 18

Artisti
Enrico Boccioletti
Generi
arte contemporanea, personale

Gelateria Sogni di Ghiaccio nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera presenta Frammenti di un discorso amoroso, una composizione spaziale di oggetti e immagini in movimento di Enrico Boccioletti.

Comunicato stampa

Gelateria Sogni di Ghiaccio nell'ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera presenta Frammenti di un discorso amoroso, una composizione spaziale di oggetti e immagini in movimento di Enrico Boccioletti. L’intervento, che ruba il titolo al celebre saggio di Roland Barthes (1977), mette in scena il dispendio affettivo che dedichiamo agli oggetti d’infanzia, luogo di intensità radicale, che precede e resiste la normatività dei contesti linguistici e sociali.
Frammenti di un discorso amoroso prende avvio dal ritrovamento di un quaderno di disegni realizzati dall’artista in età prescolare. Suoi protagonisti sono Gaveri Roferoff e Grattocchia, figure mitiche che, nella fantasia infantile dell’artista, presiedono all’alternanza del giorno e della notte, manipolando eventi metereologici ed elementari e influenzando così le vicende umane. Giocando con le convenzioni dell’autoteoria, Boccioletti costruisce a partire dal quaderno un mediometraggio d’animazione in cui si alternano scatti macro di tali figure e immagini di nuvole realizzate con la tecnica del foro stenopeico, procedimento ripreso dai primordi della fotografia. Il montaggio simula il movimento instabile di una macchina da presa tenuta a mano, mentre la profondità di campo, già claustrofobica, viene ulteriormente compressa in fase di post-produzione, generando una sensazione di prossimità forzata. Le immagini sono accompagnate da una composizione sonora costituita di solo feedback acustico, che amplifica la tensione percettiva dell’opera e contribuisce a creare un ambiente sospeso, a tratti disturbante. All’interno dello stesso ambiente espositivo sono presenti tre assemblages plastici: orsetti di peluche di diverse dimensioni e colori, reperiti nei mercatini dell’usato e compressi in sacchi sottovuoto di uso domestico. Morfologicamente mutato, privato dell’aria e della sua consueta morbidezza, il peluche tradisce la sua promessa d’amore e rassicurazione rivelando una seconda natura coriacea ed opprimente.
La mostra è concepita nel suo complesso come un’operazione di storytelling elusivo, in bilico tra improvvisazione e chiaroveggenza, in un contrappunto di rimandi che esplorano l'autoreferenzialità, il sogno ad occhi aperti, l’astrazione e la mitopoiesi. Destituendo le convenzioni del ricordo infantile, Frammenti di un discorso amoroso si da come un racconto per frammenti in cui oscurità e tenerezza convivono ambiguamente, resistendo all’univocità interpretativa e ai cliché legati al mondo della fanciullezza.

Enrico Boccioletti lavora ai margini della ricerca e della pratica artistica contemporanea, rifuggendo e decostruendo ciò che viene convenzionalmente riconosciuto come tale. Indeterminatezza formale e spunti d’improvvisazione sono i punti d’appoggio di una produzione a cavallo tra molteplici media e linguaggi che includono installazione, performance, scrittura, immagine in movimento e suono. Ha esposto, performato e collaborato con vari project space e spazi istituzionali, tra cui ZKM (Karlsruhe), MUSEION (Bolzano/Bozen), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino/Guarene), TILE (Milano), Ludwig Museum (Budapest), La Plage (Parigi), Istituto Svizzero (Roma/Milano), XING e MAMbo (Bologna), OGR (Torino).