E35 to C21
Nella mostra E35 to C21, la condivisa vocazione al dialogo interculturale dà vita a un inedito incontro tra le traiettorie artistiche olandesi e italiane, confermando la vitalità del graffiti writing come uno dei linguaggi più dinamici del contemporaneo globale.
Comunicato stampa
Nella mostra E35 to C21, la condivisa vocazione al dialogo interculturale dà vita a un inedito incontro tra le traiettorie artistiche olandesi e italiane, confermando la vitalità del graffiti writing come uno dei linguaggi più dinamici del contemporaneo globale.
E35 to C21 indaga l’evoluzione del writing e le molteplici declinazioni che questo linguaggio, sviluppatosi in Europa a partire dagli anni Ottanta, ha assunto in differenti contesti geografici e culturali. Da un lato, i Paesi Bassi si sono affermati come un importante laboratorio di sperimentazione nel lettering, nello stile e nell’intervento urbano. Dall’altro, Reggio Emilia e il più ampio territorio dell’Italia settentrionale hanno visto nascere generazioni di writer capaci di trasformare pareti, tracciati ferroviari e paesaggi industriali in nuovi spazi di espressione. Esperienze geograficamente distanti, ma accomunate da una stessa urgenza creativa: imprimere la propria traccia nello spazio pubblico e costruire, attraverso il segno, un nuovo linguaggio condiviso. Attraverso il dialogo tra artisti olandesi e italiani, SPAZIOC21 racconta la metamorfosi del writing e la sua evoluzione in un ampio spettro di pratiche artistiche contemporanee. Le opere in mostra testimoniano come il passaggio dalla strada allo studio non rappresenti una rinuncia ai principi fondativi del movimento, ma piuttosto una loro naturale evoluzione.
Tra le figure di primo piano della scena olandese è presente Mick La Rock, pioniera del writing al femminile. La sua ricerca ha trasformato la scrittura grafica in rigorose composizioni geometriche, influenzate dal brutalismo architettonico, dal design modernista e dalla memoria degli spazi.
Al centro della ricerca di Niels Shoe Meulman è invece il dialogo tra segno grafico e pittura. La sua produzione più recente si orienta verso l’astrazione attraverso l’utilizzo di strumenti non convenzionali, facendo dell’atto stesso del tracciare il segno un soggetto autonomo.
Tra i protagonisti più rilevanti della scena olandese, ZEDZ sviluppa una ricerca caratterizzata da una costante tensione verso l’astrazione. Architettura, discipline progettuali e dinamiche urbane alimentano complessi sistemi visivi nei quali spazio, struttura e forma diventano un’evoluzione della logica stessa della scrittura.
Antigoon interpreta il portato concettuale del writing attraverso la tecnologia. Noto per la creazione di dispositivi meccanici in grado di disegnare e dipingere attraverso bombolette spray e pennarelli, l’artista rilegge la gestualità della scrittura mediante processi di automazione e sperimentazione tecnico-scientifica. Le sue opere interrogano così l’origine della traccia e il concetto stesso di autorialità.
Stefano Pane Monfeli si forma nella scena romana del writing degli anni Novanta e, dopo il trasferimento ad Amsterdam nel 2004, amplia il proprio linguaggio in una ricerca multidisciplinare che comprende pittura, illustrazione, graphic design, installazione ed editoria. Il writing permane come matrice metodologica nella costruzione di immagini complesse e articolate, nelle quali convivono segni, forme e strutture narrative.
Albertism amplia l’orizzonte del post-graffitismo attraverso una ricerca dedicata alla materia e alle sue trasformazioni. Writer, incisore, pittore e scultore, utilizza terracotta, metalli di recupero, reperti ferroviari e scarti industriali, sottoponendo le superfici a processi di ossidazione e incisione.
Attraversando linguaggi, geografie e generazioni, gli artisti riuniti in E35 to C21 dimostrano come il graffiti writing abbia ormai oltrepassato la definizione di semplice codice iconografico legato allo spazio urbano. Nel mettere in relazione l’esperienza di Reggio Emilia con quella olandese, la mostra restituisce il post-graffitismo come un territorio di ricerca in continua evoluzione, capace di generare nuove prospettive e di interrogare i confini stessi dell’arte contemporanea.