Doriano Marocca / Giuseppe Pavia – Tensioni Cromatiche

Informazioni Evento

Luogo
CATHART GALLERY
Piazza Papa Giovanni XXIII, 11, Varese, VA, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Apertura: da martedì a venerdì dalle 16:30 alle 18:30 - sabato dalle 10:30 alle 12:30 e 15:30 alle 18:30 / Domenica dalle 15:30 alle 18:30 Per prenotazioni prendere contatti diretti.

Vernissage
24/01/2026

ore 17,30

Artisti
Doriano Marocca, Giuseppe Pavia
Curatori
Carla Pugliano

“Tensioni Cromatiche – Dell’equilibrio e dell’impulso” Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia con intervento critico di Andrea Barretta a cura di Carla Pugliano.

Comunicato stampa

" Tensioni Cromatiche – Dell’equilibrio e dell’impulso" Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia con intervento critico di Andrea Barretta a cura di Carla Pugliano.

Turbamento, urto, tensione vitale che non concede tregua. Dal 24 gennaio, a Varese, Doriano Marocca e Giuseppe Pavia mettono in scena due linguaggi astratti distinti, ma profondamente connessi. Entrambi sono attraversati dalla stessa urgenza: affidare al proprio estro creativo il compito di reggere il peso dell’esistenza, senza filtri né addolcimenti. Qui l’astrazione non consola: scolpisce, risveglia, deflagra.
Marocca e Pavia condividono una visione comune, dove controllo e improvvisazione convivono senza annientarsi. Il loro confronto nasce da dissonanza e attrito, da una pittura che si misura con il limite e lo supera senza cercare redenzione. Materia e cromie agiscono come forze primarie, elementi vivi che invadono lo spazio e lo mettono in crisi, trasformando la tela in un campo di vibrazione incessante. In questo contesto l’atto espressivo diventa esperienza incarnata: un equilibrio instabile e catartico, in cui il rischio non è una scelta stilistica, ma la condizione stessa del fare arte.
Con Tensioni Cromatiche, la CathArt Gallery inaugura il 2026 confermando una linea curatoriale senza compromessi: uno spazio di ricerca continua alimentato dallo scambio autentico con gli artisti, dove le forme espressive non chiedono consenso, ma sollecitano quesiti complessi, privi di soluzioni univoche.
Ad arricchire il percorso espositivo sarà l’intervento di Andrea Barretta, già ospite della CathArt Gallery e presente all’inaugurazione. Reduce dalla mostra Il tempo di Warhol e la Pop Art al Museo della Stampa di Soncino, Barretta opera da anni nel panorama delle arti visive contemporanee. Ha curato esposizioni dedicate, tra gli altri, ad Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York. È autore di saggi e monografie ed è membro del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori.

La tematica
“Bisogna avere ancora del caos dentro di sé per poter dare vita a una stella danzante.”
Friedrich Nietzsche
È dunque nel disordine interiore, nello scontro tra istinto e ragione, che si accende la scintilla della creazione. Quel caos, spesso percepito come ostacolo, diventa energia che plasma forme, colori, emozioni. Questo principio guida Tensioni Cromatiche, dove due stili artistici, diversi ma complementari, si intrecciano: da una parte la materia prorompente e stratificata di Marocca, dall’altra il flusso fluido e improvviso di Pavia.
Marocca lavora il colore come fosse un corpo vivo: stratifica, graffia, vela, fino a spingerlo oltre i confini del quadro. Pavia parte invece dal controllo della materia per poi lasciare che i pigmenti scorrano spontanei, si equilibrino e vengano interrotti da un gesto improvviso, come a ricordare che la vita stessa non si lascia mai domare del tutto.
Siamo di fronte a due poetiche libere e implacabili. Non è rifugio né ornamento, ma una scelta netta che nasce dal bisogno di dare forma al pensiero. Segno e materia si confrontano in uno spazio mutevole, dove gli opposti convivono e si cercano. La tela diventa un campo di attrito, ma anche di pienezza, perché qualcosa si compie.
Tensioni Cromatiche suggerisce una partitura complessa di contrappunti, dissonanze e improvvise armonie. I cromatismi, spesso spinti al limite, non cercano seduzione ma incidono lo sguardo, costringendo a un tempo di osservazione lento e meditativo. Ne scaturisce una bellezza graffiante che invita a misurarsi con le zone più esposte della propria coscienza.

Note sugli artisti
Doriano Marocca – La libertà del colore come atto radicale
Doriano Marocca nasce a Nettuno e vive a Reggio Emilia. Inizia a “imbrattare” le tele agli inizi degli anni Venti del nuovo millennio, nel silenzio di uno spazio privato e sganciato da qualsiasi pressione esterna. L’indagine pittorica nasce per lui come necessità personale, condivisa inizialmente solo con pochi amici e sui social. Dalla sperimentazione con pennelli e acrilici approda presto a un approccio più istintivo attraverso spatole e strumenti non convenzionali, che gli permettono di lavorare in modo diretto e corporeo.
Ne nasce una pittura densamente stratificata, fatta di sovrapposizioni che costruiscono e decostruiscono forme in un ritmo materico potente e immediato. La critica lo riconosce come un artista capace di una straordinaria disinibizione cromatica, in cui l’azione diventa struttura e la manualità si trasforma in linguaggio.

Giuseppe Pavia – L’equilibrio che accoglie l’imprevisto
Nato a Marsala nel 1975, Giuseppe Pavia vive a Borgomanero. Intraprende dal 2020 un viaggio intimo nell’esplorazione del colore, guidato unicamente da una profonda necessità di cambiamento interiore. La sua poetica si fonda su un dialogo costante tra opposti: stabilità e slancio, riflessione e impulso, forma e rottura.
La fluidità diventa così metafora di un’identità in continuo divenire, mai definitivamente compiuta. Le derive cromatiche e i flussi incarnano stati emotivi, contrasti interiori, rendendo visibile un processo di trasformazione che resta aperto e irrisolto.
Le sue superfici sono espressione di una personalità che poggia su campi di energie differenti: prima la gestione dei pigmenti, guidati e domati; poi l’irruenza con il lancio dei fluidi acrilici, le colature e il gocciolamento che intervengono a spezzare il ritmo, rivelando nuove possibilità. Una pittura che respira come un organismo vivo, sospesa tra quiete, incertezza e detonazione.
La mostra è curata da Carla Pugliano, artista riconosciuta a livello internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra urgenza contemporanea e sperimentazione artistica. Tra gli altri riconoscimenti e partecipazioni, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è, inoltre, Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti) che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono in collezioni private, istituzionali e museali.