Dany Tomasini – Morph
Morph, mostra personale di Dany Tomasini, artista residente a Grado che, nel corso degli anni, ha partecipato a numerose esposizioni e progetti tra arti visive e musica.
Comunicato stampa
Mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 17.00 inaugura Morph, mostra personale di Dany Tomasini, artista residente a Grado che, nel corso degli anni, ha partecipato a numerose esposizioni e progetti tra arti visive e musica, sviluppando una ricerca espressiva trasversale e in costante evoluzione.
La mostra si terrà presso il le sale espositive di M-Arte presso il Padiglione M del Parco Culturale di San Giovanni (Via de Pastrovich 1) e rimarrà aperta al pubblico per un mese, negli orari 10:00-17:00
Morph esplora il concetto di trasformazione come dimensione estetica e processo creativo. Le opere presentate si distinguono per un utilizzo avanzato e consapevole delle tecniche di computer graphic, con particolare attenzione alla produzione di immagini astratte e fortemente suggestive. Attraverso la generazione di pattern, la manipolazione cromatica, effetti di distorsione e l’impiego di forme geometriche, l’artista costruisce scenari visivi in equilibrio tra rigore compositivo e libertà immaginativa.
Il percorso espositivo si configura come un viaggio nell’universo della creatività e dell’innovazione digitale, dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolve, aprendo lo sguardo a uno spazio di possibilità in continua espansione. L’astrazione diventa così linguaggio di esplorazione e trasformazione, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza immersiva e dinamica.
In queste immagini, il confine tra realtà e immaginazione si dissolve, e ci troviamo di fronte a un universo di possibilità infinite: i colori si fondono e si separano, le forme si trasformano e si evolvono, creando un'atmosfera di dinamismo e di energia.
Attraverso queste immagini, Tomasini ci offre un'occhiata sulla sua visione del mondo, un mondo che è allo stesso tempo familiare e sconosciuto, logico e irrazionale e ci invita a unirci a lui in un viaggio di scoperta, a esplorare i confini della creatività e a scoprire nuove forme di espressione. Si tratta per questo di opere che non sono solo visivamente suggestive, ma anche emotivamente coinvolgenti se si ci lascia imbarcare nella complessità di questo autore e nella sua capacità alchemica, perchè invitano a riflettere sulla natura della realtà fatta di onde luminose e sonore e sulla complessità dell'universo, della bellezza e della creazione.
Al percorso grafico, se ne affianca uno musicale estratto da composizioni diverse prodotte lungo un arco di tempo molto dilatato, come i suoni che le compongono, che ci riportanti a spazi misteriosi e sconosciuti, spesso introspettivi e psicologici, altre volte estremamente evocativi perchè materici, altre ancora profondamente urbani e spaziali.
Dany Tomasini si colloca nel territorio della musica d’arte contemporanea come una figura che concepisce il suono non semplicemente come forma espressiva, ma come spazio di ricerca. La sua pratica musicale si sviluppa all’interno di un orizzonte sperimentale e ambient, figlio spirituale di Brian Eno e di molti altri grandi dell'epoca, dove la composizione non è mai riducibile a struttura narrativa o a forma canzone, bensì si configura come processo, attraversamento, esperienza percettiva, declinata attraverso una scrittura sonora che privilegia la dimensione timbrica rispetto a quella melodica e che lavora su stratificazioni, tessiture elettroniche e micro-variazioni che si trasformano lentamente nel tempo. Non si tratta di una musica costruita per l’immediatezza o per il virtuosismo, ma di un linguaggio che invita all’ascolto dilatato, alla sospensione, alla permanenza. Il tempo, nei suoi lavori, sembra perdere la funzione lineare per assumere una qualità circolare e immersiva, generando ambienti sonori che avvolgono l’ascoltatore più che guidarlo, ma che possono anche volontariamente disturbarlo e porgli degli interrogativi
Tomasini sembra interessato al suono come materia plastica, modellabile, capace di costruire architetture invisibili. In questa prospettiva, la sua musica si avvicina all’idea di installazione sonora: non semplici brani, ma spazi acustici abitabili, nei quali il confine tra ascolto e ambiente si assottiglia e il rapporto tra colore, forma e vibrazione si potenzia, richiamando all'esperienza sensoriale contemplativa, ma anche psichedelica.
Dany Tomasini, nato a Grado nel 1964, è un multimedia artist attivo tra arti visive, sperimentazione sonora e ricerca digitale. Formatasi sin dall’infanzia attraverso lo studio della pittura e della fotografia, la sua pratica si consolida con il diploma in Arte Applicata della Grafica Pubblicitaria e Fotografia presso l’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” di Udine. Fin dagli anni Settanta avvia sperimentazioni fotografiche e manipolazioni d’immagine che anticipano un percorso coerente di indagine sul rapporto tra segno, suono e trasformazione.
Negli anni Ottanta entra a far parte del Gruppo78, storica realtà triestina impegnata nella promozione della ricerca multimediale e delle pratiche artistiche innovative, esperienza che contribuisce a consolidare la sua visione interdisciplinare e il dialogo tra arte e tecnologia. A metà degli anni Ottanta fonda a Grado la Galleria d’Arte Moderna “Le Griffe/The Talon”, spazio dedicato alla diffusione dell’arte sperimentale, della computer art e della video-arte. Parallelamente sviluppa installazioni, performance audiovisive, lavori di land art e progetti di home-recording, affiancando alla ricerca visiva un’intensa attività musicale orientata verso l’elettronica e l’ambient. Presidente del Laboratorio Sperimentale A.G. dal 1985 al 1991, contribuisce alla promozione di nuove sonorità e linguaggi interdisciplinari nel territorio friulano e transfrontaliero.
La sua produzione attraversa fotografia trattata, rotografie, vortografie, copy-art, video-film e opere multimediali, presentate in musei, festival e rassegne internazionali tra Italia, Europa, Stati Uniti e altri contesti extraeuropei. Espone in sedi quali il Museo Revoltella di Trieste, la Galleria d’Arte Moderna di Udine, Pixxel-Point a Nova Gorica e numerosi festival dedicati alla computer art e alla musica sperimentale.
Il lavoro di Tomasini si distingue per l’attenzione al linguaggio della trasformazione: immagine e suono diventano materia plastica, campi energetici in cui colore, vibrazione e ritmo dialogano in una dimensione immersiva. Con questa mostra l’artista desidera aprire nuovi orizzonti collaborativi, intrecciando la dimensione visiva con quella dell’ascolto profondo, inteso come pratica percettiva e relazionale. L’opera si configura così come uno spazio di incontro, dove l’esperienza estetica si fa processo condiviso e occasione di connessione tra sensibilità differenti, in una ricerca che continua a esplorare i territori più avanzati della creatività contemporanea.
La mostra è realizzata presso il collettivo M-arte in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste - Centro di Salute Mentale di Monfalcone, Massimiliano Marocco per l'allestimento e a cura di Paola Pisani nell’ambito di un percorso che valorizza l’arte come strumento di espressione, inclusione e crescita personale. Ingresso libero.
/\\/ arte viva 2026©
Dany Tomasini IA-Lima®
a cura di Paola Pisani