Dalila Alaoui – Oltremare un altro mare
Nebbam Gallery di Bologna, in occasione di Artefiera e Art City 2026, presenta la mostra “Oltremare, un altro mare dell’artista Dalila Alaoui.
Comunicato stampa
Oltremare, un altro mare
Dalila Alaoui è un’artista di origine franco-marocchina, formatasi all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, città in cui vive e lavora. La sua ricerca si fonda sul tema dell’identità, indagata come processo aperto e mai concluso, che si articola tra dimensione autobiografica, sociale, culturale e politica. L’identità, nel suo lavoro, non è mai un dato stabile, ma si manifesta nei margini sfrangiati in cui le appartenenze si confondono, si sovrappongono e si ibridano, resistendo a ogni tentativo di definizione univoca.
In questo percorso, Alaoui attribuisce un ruolo centrale al concetto di esotismo, inteso non come semplificazione o stereotipo, ma nel senso profondo proposto da Victor Segalen (Saggio sull’esotismo. Un’estetica del diverso, (1904-1918), 1995): come desiderio del viaggio, della conoscenza e dell’incontro con l’alterità, capace di riflettersi sul soggetto e di trasformarlo. Il viaggio diventa così un’esperienza di conoscenza di sé attraverso l’altro, un movimento circolare che mette in crisi le identità date. In netto contrasto, l’artista prende le distanze dall’orientalismo così come analizzato da Edward Said (Orientalismo, 1978): una costruzione ideologica che impone uno sguardo occidentale, bianco e gerarchico sull’“Oriente”, ridotto a oggetto di dominio e privato di una propria capacità epistemica.
Anche il titolo della mostra si colloca in questa tensione simbolica, evocando il mare come spazio di attraversamento, di passaggio e di memoria. Il mare è luogo di viaggio e di scambio, ma anche teatro di violenze storiche: dalle rotte della schiavitù alle migrazioni forzate contemporanee. Non è un caso che nei dipinti dell’artista ricorra il motivo delle barche, immagini fragili e cariche di ambivalenza, che rimandano tanto alla speranza quanto alla perdita, al movimento quanto allo sradicamento.
Un altro riferimento fondamentale della pratica di Alaoui è l’inconscio, inteso non solo come dimensione intima e personale, ma anche come deposito familiare e storico, in cui la memoria si stratifica in forme sensibili e richiami spesso indecifrabili. I suoi dipinti, di una delicatezza sospesa, evocano una tradizione antica in cui Oriente e Occidente si intrecciano, dando vita a figure che assumono il carattere di icone spirituali senza tempo. I colori leggeri e sfumati dell’acquerello arricchiti da pastelli, contribuiscono a costruire un’atmosfera meditativa e quasi onirica, in cui la narrazione lascia spazio all’allusione.
Nei dipinti dell’artista, le figure talvolta assumono una valenza statica e solenne, come icone atemporali; talvolta, invece, levitano nello spazio, alludendo a narrazioni che attingono a immaginari personali, a miti collettivi e a religioni di diversa provenienza. In ogni caso, esse sono sempre messe in relazione con la natura: il mare, il bosco, la pienezza del paesaggio o la sua dissolvenza accolgono i personaggi in una dimensione quasi materna. Appaiono inoltre motivi come i fiori recisi, che rimandano al tema della vanitas e al ciclo della vita e della morte, al crescere e allo sfiorire del fiore come dell’essere umano. Un ulteriore tema ricorrente è quello del desiderio e della sessualità, che si manifesta in una visione passionale e consapevole del rapporto tra uomo e donna, in cui la figura femminile rivendica una propria soggettività attiva.
Accanto alla pittura, l’artista realizza installazioni composte da tessuti aerei e trasparenti, che rimandano a spazi nascosti, interni domestici e architetture mediterranee. Questi elementi attivano un ambiente immersivo e performativo, invitando il corpo dello spettatore a un’esperienza fisica e sensoriale dello spazio. In questo modo, l’artista riflette sulle storie di sradicamento, di spostamento coatto e di trauma, ma anche sulle possibilità di cura e di ricomposizione. Il suo lavoro assume così una dimensione attivista e profondamente impegnata, capace di intrecciare riferimenti letterari, storici e culturali in una ricostruzione emotiva, sensibile e consapevole, che restituisce complessità e dignità alle narrazioni marginali.
Carmen Lorenzetti
Biografia di Dalila Aloui:
Tra le mostre personali recenti: 2026: Je veux rentrer chez moi, galerie Cécile Dufay, Paris, France ; 2023 : La chambre de la mariée, CMD, Trappes, France; 2019: L’orientalisme mis en pièces, La menuiserie, Ivry, France. Tra le mostre collettive recenti: 2026: Je veux rentrer chez moi, Biennale d’Essaouira, Maroc, Traits Rebelles, Ville de Guyencourt ; 2024: Nos saisons sur la terre, AKKAA, galerie Cécile Dufay, Paris, France ; Trouble, Le Fantôme des Halles, Paris, France. 2023 : Traversées Africaines, galerie Cécile Dufay, Paris, France. 2022 : Luna Park, La Box, Le Tampon, Réunion. 2021: Tropical Drawing, Festival de dessin, Saint-Paul, Réunion. 2020: Crédit du Maroc Bank, Rabat, Maroc. Residenze: 2026: PICMOL, Bruxelles, Belgique; 2025: CAC Essaouira, Ifitri, Maroc.