Arte contro la corruzione #3

Milano - 16/01/2017 : 16/01/2017

Promosso da Casa Testori, va in scena il terzo incontro inedito fra artisti e uomini della cultura, spesso in prima linea nella lotta alla corruzione, chiamati a dialogare e confrontarsi su un tema che tocca in profondità la vita del nostro Paese e ne condiziona in modo a volte drammatico le possibilità di sviluppo.

Informazioni

Comunicato stampa

Casa Testori
Arte CONTRO la corruzione


16 gennaio 2017 |ore 18.45 |Teatro Franco Parenti

Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e Luigi Ciotti, sacerdote
in dialogo con Stefano Arienti, artista e Fabio Novembre, architetto e designer


Promosso da Casa Testori il 16 gennaio 2017, alle ore 18.45, al Teatro Franco Parenti, va in scena il terzo incontro inedito fra artisti e uomini della cultura, spesso in prima linea nella lotta alla corruzione, chiamati a dialogare e confrontarsi su un tema che tocca in profondità la vita del nostro Paese e ne condiziona in modo a volte drammatico le possibilità di sviluppo.

Un confronto inedito, da una parte il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e un sacerdote in prima linea nell'impegno per la legalità, come Luigi Ciotti, dall'altra un grande artista, Stefano Arienti, e un notissimo architetto e designer, Fabio Novembre.
Il tema è come può l'arte dire la sua sulla lotta alla corruzione, un tema delicato e decisivo rispetto all'elaborazione di un nuovo senso civico. Dopo il primo confronto tra Raffaele Cantone e Michelangelo Pistoletto accompagnati da Enrico Bertolino, e il secondo incontro, che ha visto confrontarsi Emilio Isgrò e Francesco Greco, prosegue così "arte CONTRO la corruzione", il progetto che Casa Testori, l'hub culturale alle porte di Milano presieduto da Carlo Maria Pinardi, ha lanciato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti.

Franco Roberti, già procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione e di criminalità organizzata di tipo mafioso e terroristico-eversivo, curando importanti procedimenti penali come quello contro il gruppo stragista del "clan dei casalesi". Nel 2013 è stato nominato Procuratore nazionale antimafia e (dal 2015) antiterrorismo.
Luigi Ciotti, fin dagli anni Sessanta impegnato nell'accoglienza dei minori e nella lotta alle tossicodipendenze, dagli anni Novanta intensifica la sua opera contro la Mafia, dando vita a Libera, un'associazione che collega oltre 700 tra associazioni e gruppi che si occupano anche di recuperare i beni confiscati alla Mafia.
Stefano Arienti è un artista sperimentale che fin dagli anni Ottanta rivolge la sua attenzione ai processi di analisi e manipolazione delle immagini e dei materiali ripresi dal quotidiano. Sue opere sono esposte in musei pubblici come il Castello di Rivoli a Torino o le Gallerie d'Italia a Milano.
Fabio Novembre, designer conosciuto, titolare di uno studio apprezzato nel mondo, ha collaborato con le più note aziende di arredamento italiano. Gli hanno dedicato mostre personali spazi pubblici milanesi come la Rotonda della Besana e il Triennale Design Museum. A lui si deve il progetto di Casa Milan, quartier generale dell'omonimo club di cui ha ridisegnato logo e immagine.

L'obiettivo dell'iniziativa "arte CONTRO la corruzione" è quello di mobilitare la sensibilità di tanti artisti e uomini della cultura su un tema che tocca in profondità la vita del nostro Paese e ne condiziona in modo a volte drammatico le possibilità di sviluppo. Gli artisti sono chiamati a dialogare e confrontarsi con chi in questi anni è stato in prima linea nella lotta alla corruzione. Si tratta, quindi, di un confronto inedito che ha lo scopo di allargare la sensibilità comune su questo tema e di mobilitare più attenzione, nonché un livello più alto di consapevolezza diffusa. «arte CONTRO la corruzione - spiega Carlo Maria Pinardi - è un'iniziativa originale e, confidiamo, coinvolgente e leggera. Casa Testori lancia questo progetto nel campo artistico che gli è proprio, con lo scopo di sensibilizzare soprattutto i giovani sull’importanza del tema».

Il progetto si sviluppa dunque su due linee portanti: una serie di incontri e una mostra. Per quanto riguarda gli incontri si tratta di confronti inediti finalizzati non solo a segnare l’immaginario collettivo, ma anche a innescare percorsi creativi, nella consapevolezza dell’urgenza che anche il mondo dell’arte ha di affrontare questo nodo delicatissimo della vita collettiva.

La seconda linea prevede l'allestimento di una mostra a Casa Testori, programmata per la primavera, in cui sarà l'arte stessa a scoprirsi "corrotta". In modo creativo e utilizzando varie forme di espressione artistica, verranno documentati episodi di "scandalo", che non diminuiscono affatto la grandezza degli artisti coinvolti, bensì pongono diversi interrogativi. La mostra presenterà diverse tipologie di "trasgressione" di un limite condiviso (omicidio, violenza fisica, legame con il potere, pedofilia, sperpero di denaro, uso di droghe, apologia della guerra ecc.). Il titolo prende spunto dalla frase, "Ho sbagliato tutto", pronunciata da un Ezra Pound chiamato a render conto del suo sostegno ai regimi totalitari.

Il progetto è stato messo a punto da un autorevole comitato scientifico composto da: Giovanni Agosti, Alessandro Banfi, Stefano Boeri, Giovanni Frangi, Giuseppe Frangi, Francesco Greco, Emilio Isgrò, Donato Masciandaro, Carlo Maria Pinardi e Andrée Ruth Shammah.