Angelo Orazio Pregoni – Diary #14

Informazioni Evento

Luogo
GERVASUTI FOUNDATION AT SUPERNOVA
Fondamenta de la Sensa, 3218, Venezia, VE, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Artisti
Angelo Orazio Pregoni
Curatori
Giulia Pozzi
Generi
arte contemporanea, personale

Diary #14: NATURA VIVA EXPRESSIONS OF THE SOUL – La Superba Express e Ujamaa Express, mostra personale dell’artista genovese Angelo Orazio Pregoni.

Comunicato stampa

Dall’8 al 22 novembre 2026, la Gervasuti Foundation ospita l’Evento Speciale "Diary #14". Una distopia temporale in cui l'essenza della città si spoglia della retorica celebrativa per fotografare la forza e le debolezze dell'esperienza umana.
VENEZIA – Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania, nell’ambito della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presenta l'Evento Speciale Diary #14: NATURA VIVA EXPRESSIONS OF THE SOUL – La Superba Express e Ujamaa Express, mostra personale dell’artista genovese Angelo Orazio Pregoni. L’esposizione, curata da Giulia Pozzi con l’assistenza alla curatela di Camilla Ballesto, si terrà dall’8 al 22 novembre 2026 presso la Gervasuti Foundation at Supernova (Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa, Venezia), con inaugurazione ufficiale sabato 7 novembre alle ore 18:30. La mostra si articola in due nuclei concettuali in serrato dialogo.
La Superba Express: una distopia in chiave minore oltre il monumento
La Superba Express costituisce la rimodulazione in chiave minore del ciclo Ujamaa Express presentato nella main exhibition Minor Frequencies. Se quel progetto indaga la dimensione collettiva tanzaniana, La Superba Express ne traspone il dispositivo concettuale sulla città natale dell’artista, Genova.
Il metodo rimane invariato, ma muta radicalmente la tonalità: lo stesso dispositivo viene suonato mezzo tono sotto. Se la tonalità maggiore spetta alla retorica del monumento, quella minore è la dimensione del quotidiano, del difetto, dell’anima che resiste all'oblio.
L'opera si configura come una vera e propria distopia temporale che azzera le distanze cronologiche per mettere in compresenza e far confinare tra loro animi legati indissolubilmente alla città:
• • Giuseppe Garibaldi / Renzo Piano
• • Niccolò Paganini / Marcello Cambi
• • Simonetta Cattaneo Vespucci / Eden Embarflash
• • Giuseppe Mazzini / Angelo Orazio Pregoni
L’operazione rifiuta programmaticamente la catalogazione didascalica dei ruoli e lo stereotipo delle epoche per ritrovare esseri umani ancora in cerca del proprio sogno. I soggetti non vengono spiegati o celebrati, ma messi in tensione. Pregoni fotografa la forza e le debolezze di una storia che troppo spesso cancella la vita stessa per tessere lenzuola bianche e celebrative, monumenti freddi da tingere a proprio piacimento.
Natura Viva: l'ostinazione dell'anima
Secondo nucleo della mostra è NATURA VIVA, una tela monumentale di 3x2 metri concepita come azione pittorica dal vivo, realizzata per 11 giorni consecutivi (dal 27 agosto al 6 settembre 2026) all’interno del Padiglione.
Al centro della composizione siede una figura anonima e ammalata – il paziente – su una poltrona giallo pallido. Attorno, si sviluppa una paradossale foto di gruppo con volti iconici già svuotati e consumati dalla loro stessa trasformazione in immagini mediali: Charlie Chaplin, Diana Spencer, David Bowie, Frida Kahlo, Audrey Hepburn e un appena accennato Salvador Dalì.
NATURA VIVA si pone in netta opposizione alla natura morta. Non ritrae la malattia come fine, ma l’ostinazione dell’anima a restare viva, rivendicando la presenza di un individuo che rifiuta di farsi immobilizzare da una diagnosi o da un'etichetta sociale.
La Pittura come deposito del tempo
La pittura di Angelo Orazio Pregoni è un pensiero radicale che diventa materia. Non illustra un concetto, lo deposita nel tempo attraverso sovrapposizioni di colori complementari, velature acide e terrose, impasti spessi e nervosi. I volti sono consumati dalla pittura stessa, le mani sono sculture grezze, gli occhi mantengono una fissità vitrea e interrogante. Sottili anamorfosi prospettiche – il cosiddetto "effetto Monna Lisa" – rendono le figure instabili, capaci di muoversi e interpellare direttamente lo spettatore in ogni punto dello spazio.