Topolino parla calabrese nelle nuove versione dialettali del fumetto (e non solo calabrese)
In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, Topolino rende omaggio alle varianti linguistiche della nostra cultura, con quattro nuove storie pensate per i lettori di Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d’Aosta
Topolino è senza ombra di dubbio il personaggio Disney per definizione, icona pop in grado di parlare a grandi e bambini, capace di adattarsi ai mutamenti storici e culturali senza mai perdere la propria identità. Pur avendo subito nel corso dei decenni varie metamorfosi, la celeberrima creazione di Ub Iwerks e Walt Disney ha saputo rinnovarsi con lo scorrere del tempo, cambiando forma per adattarsi ai linguaggi delle varie epoche.
A confermare la straordinaria duttilità del personaggio (la cui prima apparizione risale al 1928) è il nuovo progetto editoriale della casa editrice Panini, che con un’iniziativa tanto provocatoria quanto affascinante trapianta Mickey Mouse nei vari contesti linguistici della Penisola, trasformandolo nel portabandiera ideale per raccontare ai più piccoli la ricchezza espressiva della nostra lingua.

Le nuove versioni di Topolino in dialetto
Da qualche giorno è infatti disponibile in libreria la nuova serie di albi a fumetti appositamente dedicati a quattro regioni dello Stivale: Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d’Aosta. In questi territori, il numero 3660 di Topolino presenta – oltre alla consueta versione in italiano – anche uno speciale adattamento rispettivamente in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. La storia “tradotta” nei quattro idiomi locali è Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile con i disegni di Francesco D’Ippolito.
I fumetti regionali di Topolino
“Eravamo partiti da alcuni tra i dialetti più iconici e diffusi, non sapevamo se saremmo andati avanti con l’iniziativa, anche se la speranza c’era. E siamo stati sommersi dalle richieste di aggiungere altri dialetti”, ha commentato il direttore editoriale Alex Bertani. È infatti la terza volta che il mitico personaggio Disney viene calato nei contesti regionali italiani, sposando usi e costumi della nostra cultura.

Un esperimento linguistico e culturale
Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con le versioni in catanese, fiorentino, milanese e napoletano (prima), e in romanesco, barese, torinese e veneziano (poi), Topolino si immerge nelle tradizioni di Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d’Aosta, aggiungendo un nuovo capitolo a questo straordinario esperimento linguistico e culturale.
I dialetti italiani, portatori di storia, identità e memoria collettiva, rappresentano infatti un patrimonio vivo e stratificato, spesso relegato ai margini della comunicazione ufficiale. Calare il personaggio Disney in questo universo significa metterlo alla prova, verificarne la capacità di adattamento e, al contempo, valorizzare una ricchezza espressiva troppo spesso sottovalutata.
Alex Urso
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati