Scarti che diventano arte: le sculture di Zixiang Zhang come organismi viventi
Tra micelio, scarti tessili e processi naturali, la bioartista con base a Londra ridefinisce il ruolo dell’artista come mediatore tra arte, scienza e ambiente
Nell’epoca della crisi ecologica e della ridefinizione del rapporto tra uomo e natura, il lavoro di Zixiang Zhang si colloca in uno spazio fertile e radicale, dove l’arte non è più solo forma, ma processo vitale. Bioartista attiva sulla scena internazionale, Zhang esplora l’integrazione di materiali viventi all’interno della pratica artistica contemporanea, trasformando la scultura in un organismo in continua evoluzione.
La visione di Zixiang Zhang
Al centro della sua ricerca c’è il micelio, la rete sotterranea dei funghi, utilizzato insieme a materiali di scarto come i rifiuti tessili. Attraverso questa combinazione, Zhang mette in dialogo ciò che è prodotto dall’uomo e ciò che appartiene ai cicli naturali, creando strutture ibride che parlano di collaborazione, trasformazione e rigenerazione. Le sue opere non sono mai statiche: crescono, si modificano, decadono. L’artista rinuncia deliberatamente a un controllo totale, lasciando che siano i processi biologici a modellare il risultato finale. Questa scelta segna un passaggio cruciale nella concezione stessa del fare artistico. In Zhang, l’artista non è più un’autrice onnipotente, ma una facilitatrice di processi, una mediatrice tra scienza, materia e tempo. La scultura diventa così una pratica basata sul divenire, che invita il pubblico a osservare l’opera non come oggetto finito, ma come evento in corso.
L’arte di Zixiang Zhang
In progetti come After the Remains (2025), Zhang concepisce l’opera come un processo in continua trasformazione guidato dal tempo. L’installazione immagina un futuro sito archeologico in cui materiali artificiali e naturali convivono e si trasformano, dando vita a una narrazione non antropocentrica. Le sculture, simili a resti fossili, cambiano nel tempo attraverso cicli di decadimento e rigenerazione, rendendo ogni esperienza dell’opera imprevedibile e irripetibile. Al centro della pratica di Zhang c’è l’agency dei materiali viventi, che continuano a evolversi anche dopo la realizzazione dell’opera e partecipano attivamente alla costruzione di forma e significato. Questa visione si sviluppa in Symbiosis (2024), dove micelio, paglia e tessuti di scarto instaurano relazioni simbiotiche, trasformando il rifiuto tessile in parte del ciclo naturale e invitando a ridefinire i concetti di scarto e risorsa. Il tempo diventa medium anche in Life Touches Matter (2024), un’opera multisensoriale che supera la centralità dello sguardo coinvolgendo tatto e olfatto. Infine, Myceli-y-um-y Cube (2023) affronta il tema del cibo del futuro attraverso un’installazione che utilizza micelio e rifiuti agricoli come materie prime. L’opera sfida le percezioni di ciò che è commestibile, pulito o sicuro, invitando a ripensare il rapporto tra esseri umani e forme di vita non umane. Grazie a un approccio interdisciplinare tra arte e scienza, Zhang traduce la ricerca in ambito biologico e alimentare in un processo visibile e verificabile, trasformando il sapere scientifico in un linguaggio artistico accessibile e condivisibile.
La ricerca di Zixiang Zhang
La forza della sua ricerca risiede anche nella capacità di connettere ambiti diversi: arte visiva, ricerca scientifica e riflessione ambientale si intrecciano in un linguaggio sperimentale e rigoroso, che ha attirato l’attenzione di curatori, istituzioni e contesti accademici. Non a caso, il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre internazionali tra Regno Unito, Francia, Slovenia e Cina, con una presenza particolarmente significativa nel panorama europeo contemporaneo. Tra gli appuntamenti più rilevanti del 2025 spiccano la partecipazione alla Quay Arts Biennial Exhibition sull’Isola di Wight, dove ha ottenuto il secondo premio, e la selezione come finalista al VAO Prize 2025, uno dei riconoscimenti più importanti per artisti emergenti nel Regno Unito. Mostre come SOFT, AIR alla Textile Art Biennial BIEN di Gorizia e The GREAT Leeds Fungi Exhibition confermano l’interesse crescente verso una pratica che unisce sensibilità ecologica e sperimentazione formale.
I quesiti di Zixiang Zhang
Come artista interdisciplinare attiva tra Londra e Pechino e con un Master in Design Products conseguito al Royal College of Art, Zhang integra nella sua pratica prospettive che spaziano dalla biologia alla scienza dei materiali, fino all’arte sperimentale. Porta nel suo lavoro una solida base progettuale che dialoga con la dimensione poetica e concettuale della BioArt. Le sue opere non offrono risposte semplici, ma aprono spazi di riflessione: cosa significa creare insieme ad altri organismi? Qual è il ruolo dell’artista in un mondo che richiede nuove forme di responsabilità ecologica? In un sistema dell’arte sempre più attento alle urgenze ambientali, la pratica di Zixiang Zhang si distingue per lucidità e coerenza. Le sue sculture viventi occupano lo spazio espositivo e, al contempo, interrogano il nostro modo di abitare il pianeta, ricordandoci che ogni gesto creativo è, in fondo, un atto di relazione con ciò che vive,
Giulio Solfrizzi
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