Bologna si trasforma in un laboratorio dell’arte contemporanea: tutto il programma di Art City 2026

Oltre 300 appuntamenti tra mostre, performance e incontri che si dividono tra grandi istituzioni museali e un fitto sistema di fondazioni, spazi indipendenti e luoghi normalmente non accessibili al pubblico

Accompagna come da tradizione Arte Fiera a Bologna (la prima diretta da Davide Ferri con la collaborazione di Enea Righi, dal 6 all’8 febbraio con preview giovedì 5) il programma di Art City, che dal 5 all’8 rende la città un laboratorio diffuso dell’arte contemporanea. Si tratta, infatti, della quattordicesima edizione per la rassegna promossa dal Comune e diretta da Lorenzo Balbi, che anche quest’anno sceglie di lavorare su Bologna come spazio critico, attraversabile e poroso. Il programma, con oltre 300 appuntamenti tra mostre, performance e incontri, si divide tra le grandi istituzioni museali e un fitto sistema di fondazioni, spazi indipendenti e luoghi normalmente non accessibili.

Lo Special Program di Art City Bologna 2026

Al centro dell’edizione 2026 c’è lo Special Program Il corpo della lingua, curato da Caterina Molteni, in collaborazione con l’Università di Bologna. Le opere di giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato si inseriscono così in aule, biblioteche e spazi simbolici dell’Ateneo, dall’Archiginnasio a Palazzo Hercolani, dalla Biblioteca Universitaria al Distretto Navile, trasformando luoghi del sapere in dispositivi sensibili, tra voce, gesto e corpo politico.

Art City Bologna 2026 e i Musei Civici della città

Come ogni anno, un ruolo fondamentale è affidato ai Musei Civici di Bologna, aperti gratuitamente o con orari estesi. Al MAMbo c’è la grande retrospettiva dedicata a John Giorno, figura chiave della poesia performativa americana, affiancata dal focus su Mattia Moreni e dalla mostra di Flavio de Marco a Villa delle Rose, dedicata al rapporto tra pittura e immaginario digitale. Al Museo Morandi, il confronto inatteso tra Etel Adnan e Giorgio Morandi lavora per risonanze cromatiche e affinità silenziose, mentre Casa Morandi ospita il dialogo di lunga durata tra Concetto Pozzati e il maestro bolognese. Il Museo Civico Medievale, invece, accosta l’intervento ornamentale di Alessandro Moreschini a una rilettura storica con la monografica su Bartolomeo Cesi e le Collezioni Comunali d’Arte accolgono le sculture di Emanuele Becheri. Mentre, tra memoria e presente si muovono anche i progetti di Sergia Avveduti alla Galleria Davia Bargellini e di Eva Marisaldi ed Enrico Serotti al Museo della Musica. Tra arte e tecnologia ci sono, poi, il Museo del Patrimonio Industriale, con un progetto sull’intelligenza artificiale realizzato da giovani artiste e l’Ex Chiesa di San Mattia.

Art City Bologna 2026 tra banche, fondazioni e palazzi storici

Fuori dal sistema museale, si trovano l’Accademia di Belle Arti con ABABO OPENSHOW e i premi dedicati ai giovani, alle grandi fondazioni private come MAST (con Jeff Wall), Fondazione GolinelliFondazione Cirulli e CUBO Unipol. I palazzi storici, da Palazzo Fava a Palazzo Boncompagni, da Palazzo Bentivoglio a Palazzo de’ Toschi, che ospitano mostre che vanno da Michelangelo Buonarroti a Michelangelo Pistoletto, passando per Francisco Tropa e Michael E. Smith. Non mancano nemmeno le incursioni performative e site-specific, come il progetto di Marcello Maloberti per Arte Fiera o le azioni curate da Fondazione Furla, che ribadiscono la vocazione di Bologna come città che sperimenta, anche nei margini.

La Night With di Art City Bologna 2026

E ultima, ma non per importanza, l’Art City White Night, in calendario sabato 7 febbraio, quando l’esperienza dell’arte è prolungata fino a sera: musei, spazi espositivi e istituzioni culturali restano aperti straordinariamente. Tra questi, il MAMbo e il Museo Morandi estendono l’orario fino alle 23, così come alcune delle principali sedi dei Musei Civici, mentre altri musei – dal Medievale alle Collezioni Comunali d’Arte, dal Museo della Musica al Museo del Risorgimento – aprono gratuitamente a partire dal tardo pomeriggio. Un’inedita geografia notturna che invita a rivedere collezioni permanenti e mostre temporanee in una dimensione meno frontale, più informale, spesso più partecipata.

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Redazione

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