Declinazioni Andine

Informazioni Evento

Luogo
ROCCA D'EVANDRO
Via Castellone , Rocca D'Evandro, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
02/08/2026

ore 11.30

Generi
arte contemporanea, collettiva

Pittori contemporanei cileni e argentini in mostra.

Comunicato stampa

Domenica 2 agosto alle ore 11:30, presso le sale del piano nobile del Castello medioevale di Rocca d’Evandro, la sindaca dott.ssa Emilia Delli Colli, inaugura la mostra 𝐃𝐄𝐂𝐋𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐄. Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne, proposta come Omaggio a Julio Le Parc, artista argentino scomparso di recente. Una selezione di venti opere, tra dipinti, grafiche d’arte e disegni provenienti dalla collezione della Fondazione Rossi.

L’esposizione promossa dal Comune di Rocca d’Evandro, in collaborazione con la Fondazione Rossi e i partner culturali Associazione Culturale Ars-Ubivitae, Associazione Flangini e il sostegno della CIACCIO ARTE Broker Insurance Group, segna un ulteriore passo in avanti del Museo d’Arte di Rocca d’Evandro (MARꓱ), inaugurato alla fine del 2024, che apre all’internazionalizzazione dell’offerta culturale, tessendo rapporti e progetti di collaborazione con Fondazioni di grande prestigio. È un’apertura che si propone come contributo all’attuale scenario dell’arte contemporanea, sollecitando una riflessione che, in particolare in questi momenti così difficili che vive la società, l’arte possa dare un suo concreto contributo.

Curata da Massimo Bignardi, la mostra disegna un percorso espositivo che parte dalle opere dei principali artisti cileni e argentini che hanno segnato, con le loro esperienze, il dibattito artistico nel corso degli anni cinquanta e sessanta: il cileno Sebastián Matta Echaurren, protagonista dell’ultima stagione del Surrealismo e gli argentini Horacio Garcia Rossi e Julio Le Parc importanti interpreti all’interno del GRAV (Groupe de Recherche d’Art Visuel), attivo a Parigi dal 1960 al 1968. Seguono le opere di artisti comparsi sulla scena espositiva tra gli anni Settanta e Ottanta, nonché alcune giovanissime presenze: Roly Arias, Ciro Beltran, Maria Laura Buccianti, Marisa Caichiolo, Cristian Calderon, Cristina Chetti, Alberto Díaz Parra, Roberto Urbina Gajardo, Alejandro “Mono” Gonzáez, Angélica Rochón, Mercedes Ruiz de los Lianos, Jorge Sarsale, Carlos Varga.

“Una nuova proposta espositiva, una nuova lettura di quanto accade nel mondo dell’arte contemporanea – afferma Emilia Delli Colli sindaco di Rocca d’Evandro – con lo sguardo, in questa occasione, rivolto alle pagine della storia e del presente in due scenari artistici dell’America latina: il Cile e l’Argentina. Un progetto resosi realtà grazie alla disponibilità della Fondazione Rossi e, in particolare, all’ing. Luigi Emanuele Rossi che, sull’immediato ha accolto la proposta avanzata dai professori Massimo Bignardi e Franco Marrocco, i due artefici del MARƎ. In poco meno di due anni, la realtà del Museo d’Arte all’interno del nostro Castello è diventata una realtà, un corpo attivo che, pian piano, registra riscontri d’interesse per quanti scelgono di visitare la nostra cittadina”. “Qualche anno fa, nel corso di preparazione della mostra dedicata agli aspetti dell’arte contemporanea a Cuba, – scrive Bignardi – Luigi Rossi, al tempo presidente della Fondazione, mi mostrò solo l’elenco delle opere che per oltre un decennio sono state attentamente collezionate attraverso i vari progetti che la Fondazione ha realizzato in Sud America. Ne abbiamo parlato a lungo ed oggi siamo alla verifica, proponendo una selezione di opere di artisti cileni e argentini. È evidente che dall’elenco balzano agli occhi i nomi di Sebastián Matta Echaurren, di Haracio Garcia Rossi e, in particolare, di Julio Le Parc che ci ha lasciato di recente. Ed è stata proprio la scomparsa di quest’ultimo ad animare e accelerare la realizzazione di questa mostra che, proponendo alcuni lavori di grafica legati al suo periodo di adesione al Groupe de Recherche d’Art Visuel, sollecita una riflessione di quanto siano stati intensi i rapporti di questi artisti con la cultura europea. Per Matta l’approccio nell’ambito del Surrealismo è attraverso la sua formazione artistica dapprima a Parigi, ove incontra la ‘brigata’ storica del movimento animato da Breton, poi New York negli anni dell’affermazione dei nuovi linguaggi, infine l’Italia, con i lunghi soggiorni nelle isole Eolie. Garcia Rossi e Le Parc sono punte di diamante delle esperienze dell’art visuel. Le Parc, scrive Jorge Romero Brest, è “certo il più importante dei nostri cinetici, per quella coerenza tra pensiero e azione che è propria del vero artista e che oggi è particolarmente apprezzabile […]”. Il contributo che Garcia Rossi ha dato al movimento è stato l’aver conferito all’impianto compositivo un maggior dinamismo, attraverso una costruzione di “luce-colore”. “In questa ricerca, – osserva l’artista parlando delle opere realizzate dopo la fine degli anni settanta – il colore non si manifesta né come elemento decorativo in sé, né come varietà di colori mescolati, bensì come un insieme volto a creare una nuova struttura di visualizzazione: la luce-colore.”

Il percorso espositivo prosegue ponendo attenzione alla generazione di artisti apparsa tra gli anni settanta e novanta sulla scena espositiva nazionale e internazionale. Tra questi vanno segnalati: il cileno Alberto Díaz Parra, pittore, poeta, musicista e promotore culturale da poco scomparso, artefice di una particolare declinazione di un, seppur tardivo, concretismo astratto; l’argentino Jorge Sarsale maggiormente interessato ad un gestualismo proprio della stagione informale. Il panorama si amplia con le tele di artisti in gran parte nati tra gli anni sessanta e la metà dei Settanta, quindi una generazione che inizia ad esporre nel corso degli anni novanta, nel pieno di quello che Jean-François Lyotard ha definito “condizione postmoderna”. Prevale una pittura di figurazione che, per più aspetti, sembra aver attinto linfa sia dalla Transavanguardia italiana, sia dal Nuovo realismo americano, dal Queerness e Genere: declinazioni che sono ben evidenti nelle opere del cileno Cristian Calderon, delle argentine Angélica Rochón (classe 1951), Maria Laura Buccianti, Mercedes Ruiz de los Llanos, tutte nate nel 1972.

Chiude il percorso l’installazione Under the Skyn: Emptiness, di Marisa Caichiolo, curatrice d’arte, artista e promotrice culturale attiva a livello internazionale, co-curatrice del Padiglione cileno della Biennale in corso. Attraverso il suo lavoro promuove l’arte come strumento di connessione culturale, confronto e partecipazione tra comunità provenienti da differenti contesti geografici e sociali. La sua pratica artistica multidisciplinare comprende installazione, fotografia, tessile, performance e videoarte: le sue opere affrontano temi come memoria, migrazione, identità femminile e vulnerabilità del corpo, utilizzando spesso il concetto di “pelle” come metafora delle trasformazioni personali e collettive”.