A che ora della giornata è meglio fotografare i monumenti più importanti d’Europa? C’è uno studio perfino su questo

Nell’ultimo anno, le ricerche globali su Google per la query “i 10 monumenti europei più famosi” sono cresciute del 400%. Ma quali sono giorni e orari migliori per visitarli e fotografarli? L’analisi di MPB, dalla Torre Eiffel al Colosseo

Se è vero che sempre più persone concentrano le proprie ricerche (e aspettative) di viaggio in Europa su pochi, visitatissimi monumenti di culto, c’è anche chi ha pensato di stilare un vademecum per migliorare l’esperienza. Secondo un’analisi diffusa da MPB, piattaforma specializzata in attrezzatura fotografica e video, negli ultimi dodici mesi le ricerche globali su Google relative ai 10 monumenti europei più importanti sono cresciute del 400%. Un interesse che, per l’appunto, conferma il ruolo delle grandi icone architettoniche e culturali nell’orientare il turismo contemporaneo, ma che ripropone il problema dell’affollamento e della qualità dell’esperienza di visita.

Eurosummer 2026: la guida per turisti e fotografi per visitare dieci monumenti europei

L’indagine di MPB prende in esame dieci tra i monumenti più visitati d’Europa, focalizzandosi innanzitutto sui dati restituiti dalla funzione orari di punta di Google Maps per individuare i momenti meno congestionati della giornata. Il risultato è una sorta di guida pratica per viaggiatori e fotografi: la maggior parte delle attrazioni registra una minore affluenza nelle prime ore del mattino o in serata, quando la luce naturale risulta spesso più favorevole anche dal punto di vista fotografico. Dunque, a Parigi, la Torre Eiffel risulta più accessibile tra le 6 e le 9 del mattino (ma anche tra le 12 e le 15, a patto di essere disposti a saltare o posticipare il pranzo); i giorni della settimana migliori per visitarla, specifica il vademecum, sono il giovedì e la domenica. A Roma, il Colosseo è meno frequentato all’alba e nel tardo pomeriggio (dalle 17 alle 21): meglio visitarlo il martedì e il mercoledì. A Londra, il Big Ben si piazza in seconda posizione nella classifica delle icone europee più visitate, con quasi 21 milioni di arrivi internazionali. Quando visitarlo? Dalle 6 alle 9 del mattino, o nella fascia dalle 19 alle 21. Stessi orari sono da preferire per la Sagrada Familia di Barcellona, che al momento attrae oltre 12 milioni di visitatori internazionali, ma certo beneficerà di un boost ulteriore dopo il completamento della torre più alta e la benedizione di Papa Leone XIV.

Da Amsterdam a Berlino: i consigli per scatti perfetti, tra social e overtourism

Un po’ a sorpresa, figura tra i monumenti più cercati e visitati anche la Stazione centrale di Amsterdam. Gli orari migliori per fotografarla senza folla, come prevedibile, non sono proprio alla portata di tutti: dalle 6 alle 7 del mattino, o dopo la mezzanotte. L’Acropoli di Atene si fotografa al meglio dalle 6 alle 8 del mattino, o tra le 17 alle 21 (quando la luce del tramonto amplifica la suggestione del contesto paesaggistico): facile prevederlo, anche senza l’aiuto dell’indagine, viste le lunghe code che si assiepano sin dalle prime ore di apertura (e per tutta la mattinata e il primo pomeriggio) in biglietteria. Preferibili, il mercoledì e giovedì. Il lunedì, invece, è la giornata migliore per visitare il Palazzo Hofburg di Vienna e la Torre di Belém a Lisbona. Della magnificenza della Porta di Brandeburgo, a Berlino, si gode soprattutto nelle prime ore dei giorni feriali – dalle 6 alle 9 del martedì e giovedì – o dopo le 20.

I consigli di MPB per fotografie più originali

Accanto ai dati sull’affluenza, MPB (che usa questo bizzarro studio per farsi pubblicità, sia chiaro) suggerisce perfino alcune strategie per evitare immagini stereotipate. La prima consiste nel modificare il punto di vista, cercando inquadrature meno convenzionali rispetto a quelle più diffuse. Un secondo approccio invita a concentrarsi sui dettagli architettonici e sugli elementi secondari che contribuiscono a definire l’identità del luogo. La fotografia verticale, inoltre, può aiutare a valorizzare edifici e monumenti escludendo parte delle aree più affollate. Ma quando evitare la presenza di persone risulta impossibile, la folla può diventare un elemento narrativo capace di raccontare l’atmosfera e l’energia della destinazione. Un suggerimento che riflette una tendenza sempre più diffusa nella fotografia di viaggio contemporanea: non cercare necessariamente il monumento isolato, ma documentare il rapporto tra patrimonio culturale e pubblico.

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