Dalla scena al reale. Persistenze e metamorfosi del corpo collettivo
Dopo la tappa torinese la mostra, con nuove integrazioni, è ora visitabile presso lo spazio di Milano con apertura al pubblico partire del 1 luglio.
Comunicato stampa
Dopo la tappa torinese la mostra, con nuove integrazioni, è ora visitabile presso lo spazio di
Milano con apertura al pubblico partire del 1 luglio.
Il progetto espositivo mette in relazione opere della modernità italiana con pratiche
contemporanee, individuando nella rappresentazione del corpo - individuale e collettivo -
un dispositivo di continuità e trasformazione tra pittura e fotografia.
L’allestimento si configura come una sequenza di incontri, in cui ogni coppia di opere
genera un campo di risonanza visiva e concettuale.
Il primo nucleo accosta Maternità (1954) di Felice Casorati a una fotografia di Oliviero
Toscani in cui una mano adulta accoglie la mano di un bambino. Casorati costruisce una
maternità sospesa, ieratica, quasi archetipica, in cui la figura è elevata a paradigma
universale, distante dalla contingenza del reale. Toscani, invece, ne restituisce una
declinazione intima e insieme universale, affidandosi a un’immagine essenziale e
profondamente allusiva. Il gesto delle mani supera la semplice illustrazione del legame
madre-bambino e apre a una riflessione più ampia sulla relazione, sulla cura e sulla
possibilità di abbattere le differenze attraverso una forma primaria e poetica di contatto. In
questo confronto, la pittura si conferma luogo dell’astrazione, mentre la fotografia introduce
una prossimità emotiva capace di rendere il simbolo vivo e attuale.
Il secondo dialogo unisce la fotografia Palermo Procession #4 (2018) di Marinella Senatore
a Le peintre au coq ou Coq rose di Marc Chagall. Nell’immaginario sospeso e visionario di
Chagall, il colore e la leggerezza del segno trasformano la realtà in racconto poetico. Se
Senatore porta nel presente un’idea di comunità agita, partecipata, attraversata da energia
sociale e performativa, Chagall offre un controcampo lirico, in cui la figura del pittore e
l’immagine del gallo si collocano in una dimensione di memoria, sogno e trasfigurazione.
Il terzo gruppo mette in relazione la fotografia Kappa Futur Festival Fake Wheelchair (2018)
di Massimo Vitali con Jeux d’Anges (1930) di Alberto Savinio e con una composizione di
disegni di Marinella Senatore legati alla sua attività performativa e sociale. Nella fotografia,
Massimo Vitali osserva la folla contemporanea nel suo dispiegarsi caotico e spontaneo: il
festival musicale diventa uno spazio di aggregazione in cui l'individuo si dissolve nella
massa. In Savinio, la dimensione del gioco, dell’ambiguità e del travestimento apre invece a
un universo sospeso, dove il reale si carica di straniamento e di ironia. Nei disegni di
Senatore, danza e manifestazione collettiva diventano espressione di un corpo comune, ma
anche strumenti di relazione e di partecipazione politica: la pratica artistica si fa così
gesto condiviso, capace di trasformare il movimento in forma di attivismo sociale.
Ne emerge una traiettoria che attraversa il Novecento fino al presente: dalla costruzione
formale e simbolica dell’immagine alla sua espansione nel reale, dalla staticità della
rappresentazione alla dinamica della partecipazione. Pittura, fotografia e disegno non si
oppongono, ma si rivelano come fasi di un unico processo di ridefinizione dello sguardo, in
cui il passato continua a informare il presente, e il presente restituisce nuova leggibilità al
passato.
MAZZOLENI
Mazzoleni è una delle principali gallerie italiane di arte moderna e contemporanea, con sedi a Torino, Londra e
Milano, attiva da 40 anni. La galleria presenta mostre di livello museale con particolare attenzione all’arte
italiana del secondo Dopoguerra, collaborando strettamente con archivi, fondazioni e artisti contemporanei,
dando voce ai linguaggi dell’oggi. Mazzoleni partecipa alle principali fiere internazionali, tra cui Art Basel (Basel,
Miami Beach e Hong Kong) e Frieze, e in Italia ad Artissima, Artefiera e Miart. Negli ultimi anni ha esteso la
propria attività verso nuovi scenari in Oriente, partecipando a Frieze Seoul e Art Abu Dhabi. Le opere della
collezione della galleria sono state esposte in musei e istituzioni di rilievo internazionale, tra cui Centre
Pompidou e Palais de Tokyo a Parigi; Solomon R. Guggenheim Foundation a New York; Smithsonian Institution a
Washington; State Hermitage Museum a San Pietroburgo; Tate e Estorick Collection a Londra; Chengdu
Biennale in China and Gwangju Biennale in South Korea; Museo del Novecento a Firenze; GNAM a Roma; MADRE
a Napoli; Triennale e Palazzo Reale a Milano; Biennale di Venezia.
La galleria rappresenta l’Estate di Agostino Bonalumi.