Letizia Cariello – Παρνασσός (Parnassus)
GAM Galleria Arte Moderna di Milano presenta Παρνασσός, opera site-specific dell’artista LETIA – Letizia Cariello
per la Sala del Parnaso.
Comunicato stampa
«Tipico della Cariello: la grande estraneità (o distanza o indifferenza) di questi minimi accadimenti o minimissimi dati che non si incrociano, né contraddicono, né si accompagnano ma sembrano vivere della loro esclusiva e inspiegabile vibrazione. Inoltre, la sottolineatura fanatica del frammento, dei gesti, dei rumori e dei suoni, implica anche un processo di ironizzazione e, nel contempo, di contestazione di questa.
Naturalmente di ironia metafisica si tratta e di contestazione come chiamata a testimonianza.»
Lea Vergine
La GAM Galleria Arte Moderna di Milano accoglie nella Sala del Parnaso Παρνασσός (Parnassus), l’opera site-specific di LETIA – Letizia Cariello che, da venerdì 10 aprile a domenica 5 luglio 2026, trasforma lo spazio in una struttura attraversabile di luce e tempo.
Il progetto presenta per la prima volta alla città di Milano in un contesto museale pubblico il lavoro dell’artista che qui vive e lavora dagli anni della sua formazione.
L’OPERA
L’installazione di LETIA – Letizia Cariello si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, in dialogo costante con gli ambienti della sala e con lo spazio esterno del giardino visibile dalle finestre. Un dialogo che si genera spontaneamente, in un intuitivo gioco di equilibrio e dinamismo.
La Sala del Parnaso
L’opera Παρνασσός nasce in stretto dialogo con la Sala del Parnaso, che prende il nome dall’affresco di Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817) sul soffitto della sontuosa ex sala da pranzo della Villa. Datato 1811 e ultima testimonianza del pittore, l’affresco recupera – innovandolo – il tema classico del dio della musica Apollo circondato dalle nove Muse, rappresentanti delle arti, sul Monte Parnaso. L’opera costituisce un esempio preminente del Neoclassicismo italiano.
Uno spazio interiore: l’opera di LETIA – Letizia Cariello
La ricerca di LETIA – Letizia Cariello si concentra sull’energia, sullo spazio e sul tempo, con particolare attenzione alla possibilità di rendere visibile il tempo stesso. Il suo lavoro esplora la sottile linea di confine tra la terza e la quarta dimensione, attraverso un approccio rigoroso che coinvolge il corpo e una vasta gamma di mezzi espressivi.
Nel disegno, come nelle opere tridimensionali, nelle installazioni e nei video, l’artista presta un’attenzione costante al gesto e all’uso delle mani, integrando nei propri progetti anche musica e suono. Lo spazio interiore e lo spazio esteriore sono concepiti come un’unica dimensione, in un dialogo continuo tra percezione e materia.
Architettura e musica sono intese come ambiti affini, accomunati dal principio della vibrazione: ogni azione può essere espressa come fenomeno vibratorio. La musica, in particolare, è concepita come capace di generare spazi interiori, stanze mentali in cui tempo e spazio si fondono, fino a coincidere.
In questo contesto, il lavoro di Cariello ruota attorno all’idea di srotolare un messaggio attraverso il flusso del tempo e dello spazio nella materia. Ogni gesto diventa così un atto di esplorazione continua, un’indagine reiterata sui confini tra le dimensioni.
Genesi dell’opera
Per la realizzazione di Παρνασσός, LETIA – Letizia Cariello va alle origini, recuperando il significato ittita di parna, ovvero “casa”, “dimora”, termine da cui deriva il toponimo anatolico Parnašša, affine al Monte Parnaso. Nella cultura greca, il Parnaso era consacrato ad Apollo e alle Muse, descritto come un paesaggio montuoso giallognolo, sede di una fonte purificatrice che fungeva da passaggio per gli inferi.
L’artista riprende nella sua opera il concetto di casa-attraversamento, in un confronto diretto con l’affresco di Appiani, ma anche con gli altri elementi decorativi della stanza – lampadari, pavimenti – e con il giardino all’inglese della Villa.
Trasparenza, leggerezza e relazione con l’esterno sono gli elementi fondamentali che hanno guidato la creazione di questo luogo, strettamente relazionato con l’ambiente in cui è inserito.
In Παρνασσός è chiaramente riscontrabile anche l’interesse dell’artista per la musica: suono e ritmo sono, nel suo linguaggio – come nella cultura classica greca e latina – strettamente connessi allo spazio, alla proporzionalità degli ambienti, e possono essere misurati e resi visibili anche nella planimetria di un’abitazione.
IL CATALOGO
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da SilvanaEditoriale, con testi di LETIA – Letizia Cariello, della curatrice e critica d’arte Lea Vergine (Napoli, 1936 – Milano, 2020) e dell’architetto Sonia Calzoni, docente di Progettazione Architettonica al Politecnico di Milano, presidente di In-arch Lombardia e progettista del futuro ampliamento al Secondo Arengario del Museo del Novecento di Milano. Oltre che di Gianfranco Maraniello, Direttore Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano, e di Paola Zatti, Conservatore responsabile GAM, con un'intervista all’artista.
LETIA – LETIZIA CARIELLO | CENNI BIOGRAFICI
LETIA, nome d’arte assunto dal 2021, da Letizia Cariello, ha concentrato la propria ricerca sulla materializzazione del tempo, attraverso un prezioso lavoro che parte da oggetti quotidiani per tessere una molteplicità di relazioni capaci di renderlo percepibile.
La sua formazione è ampia: laureata in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Milano, ha conseguito il diploma in Pittura all’Accademia di Brera, dove insegna Anatomia nella scuola di Scultura; ha un marcato interesse per la musica, parte integrante della sua poetica.
Le sue opere hanno carattere meditativo ed esistenziale e si concretizzano in varie forme:
Calendari
Gates
performance
installazioni
video
foto ricamate
oggetti-libro
Red Thread che attraversano materiali diversi
I Calendari, in cui date, mesi e giorni definiscono l’inizio e la fine di una performance, sono fitti elenchi di numeri e lettere scritti su varie superfici – tra cui lenzuoli usati, sassi, carte, o anche la pelle stessa dell’artista – o incisi con martello e scalpello su marmi, spesso impreziositi da elementi vegetali colorati d’oro.
La predisposizione contemplativa dell’artista l’ha portata a immaginare anche i Gates, costituiti da intrecci di lana su impianti di chiodi a testa quadra, evocando connessioni con la dimensione del sé in relazione al concetto di energia esplorato dalla fisica quantistica.
Nata in una famiglia di origine napoletana dedita alla scultura dal XVII secolo, LETIA ha iniziato a disegnare prima dei tre anni sotto la guida del nonno paterno e non ha più smesso.
Le sue opere appartengono a numerose collezioni pubbliche e private.
Espone in Italia e all’estero. Tra le mostre recenti:
Merzbau Quantico, 2025, opera immersiva, Nashira Gallery, Milano
Calendario-Nous, 2022, a cura di Annette Hofmann, Buildingbox, Milano
Fuso Orario, 2021, a cura di Leonardo Regano, Galleria Studio G7, Bologna
Il tuo cielo è verde, 2021, a cura di Olga Gambari, Filatoio Rosso, Caraglio
Seven Gates, 2019, a cura di Giorgio Verzotti, Galleria Fumagalli, Milano
Nel 2019 ha tenuto un TED Talk presso il Campus Reti di Busto Arsizio.
La prima tesi di Laurea avente oggetto la sua ricerca artistica è stata discussa nel 2022 da Marta Raffa presso l’Università Cattolica di Milano, con Relatore il prof. Francesco Tedeschi.
Nel 2023 è stata tra gli artisti invitati da Papa Francesco nella Cappella Sistina per celebrare il 50° anniversario della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani.