antinous
Il titolo della mostra deriva dal greco “antinous” — “contro la ragione”, “contro il pensiero”. La mostra riunisce sette artisti che, ciascuno a proprio modo reagiscono alle mutazioni del campo visivo contemporaneo.
Comunicato stampa
Il titolo della mostra deriva dal greco “antinous” — “contro la ragione”, “contro il pensiero”. La mostra riunisce sette artisti che, ciascuno a proprio modo — talvolta consapevolmente, talvolta quasi intuitivamente — reagiscono alle mutazioni del campo visivo contemporaneo, sempre più permeato da tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale, ma anche da una nuova forma di automatismo e semplificazione del vedere. Questa reazione può essere definita realismo mediocre, che riflette l’omogeneità e la medianità delle immagini prodotte oggi.
La mostra comprende artisti emergenti e affermati, sia italiani che internazionali; saranno esposte le opere di Alessandro Quinzii Borgomainerio, Institute for Mastering of Time, Ivan Kostyurin, Giulia Mazzoli, Morgan O’Hara, Elena Quaggiotti e Andrey Shental.
Alessandro Quinzii Borgomainerio (nato nel 1967 ad Asmara, Eritrea) — è un artista italiano che utilizza metodi alchemici per esplorare il metabolismo veneziano. Dal 1996, per 16 anni, ha rifiutato di esporre pubblicamente le sue opere, concentrandosi sullo sviluppo del suo metodo, sullo studio dell'architettura e della storia della cultura. Solo all'inizio degli anni 2020 ha ripreso l'attività espositiva con opere che ripensano criticamente l'eredità della Wunderkammer come metodo artistico e che interagiscono anche con la muffa come fattore formativo. Laureato in storia dell'architettura e dottore di ricerca presso l'Università IUAV di Venezia.
Institute for Mastering of Time — è un’organizzazione educativa che esplora i modi per superare il tempo attraverso l’arte.
Ivan Kostyurin (nato nel 1987 a Leningrado, URSS) — è un artista e animatore che vive e lavora in Finlandia. Opera al punto di incontro tra videoarte, animazione analogica, pittura e arte grafica, ed esplora le interazioni creative con l'intelligenza artificiale. Il suo lavoro fonde l'estetica dell'animazione sovietica degli anni '20 e dell'espressionismo tedesco con un interesse per l'arte arcaica e il folklore. Gli esperimenti con l'IA e la fabbricazione digitale introducono un elemento di imprevedibilità, creando un dialogo tra passato e presente.
Giulia Mazzoli (nata nel 2004 a Firenze, Italia) — è un'artista visiva che vive e lavora a Bologna, dove frequenta il corso di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti. La sua ricerca esplora i temi del ricordo, della nostalgia e della presenza nell'assenza, intrecciando pittura, arti tessili e installazione.
Morgan O’Hara (nata nel 1941 a Los Angeles, Stati Uniti) — è un’artista cresciuta in una comunità internazionale nel Giappone del dopoguerra. La sua pratica artistica indaga il movimento vitale degli esseri viventi attraverso il disegno. Ha conseguito un master in Arte presso la California State University di Los Angeles e ha tenuto la sua prima mostra personale al Musée Cantonal des Beaux-Arts di Losanna, in Svizzera, nel 1978. Nel 1989 ha iniziato a dedicarsi al disegno performativo in festival internazionali di performance art su invito di Boris Nieslony. O’Hara ha mantenuto il suo studio in Europa per 25 anni: a Parigi, a Berlino e per 21 anni in Italia. Attualmente vive e lavora a Venezia e a New York.
Elena Quaggiotti (nata nel 2004 a Padova, Italia) — è un’artista che vive e lavora a Bologna, dove studia Pittura presso l’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca oscilla tra figurazione e astrazione. Partendo da suggestioni umane e animali, Elena traduce l'incertezza del presente in figure ibride, cercando un equilibrio tra il dato visibile e l’intuizione spontanea. La sua pittura diventa così un dispositivo per dare forma a sensazioni inesprimibili, dove il processo creativo guida la costruzione di nuovi mondi iconici.
Andrey Shental (nato nel 1988 a Mosca, Russia) — è un artista e scrittore che vive e lavora a Berlino. Si occupa nel campo del cinema, della performance paesaggistica, degli interventi ambientali e dei testi critici e speculativi. Ispirata dalla sua formazione filosofica e al fascino esercitato dalle forze naturali sublimi, la sua pratica esplora la comunicazione interspecie, il dominio sulla natura e i pregiudizi ideologici insiti nei sistemi tecno-scientifici.
Alice nello spazio latente è un “underwater” artists’ run space veneziano, trovato da Alice Vongola e Arsen Zhilyaev, che esplora l’arte dei nostri amici e della nostra regione, nonché le possibilità di raggiungere la pace nell’universo attraverso pratiche concettuali e metodi patamatematici di produzione espositiva.