Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West

Informazioni Evento

Luogo
VISTAMARE MILANO
Via Spontini, 8 - 20131 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Tuesday - Saturday, 10:30am - 7pm

Monday, 10 am - 7 pm | office / open by appointment

Vernissage
28/01/2026

ore 18

Artisti
Franz West, Gino De Dominicis, Ettore Spalletti
Generi
collettiva, arte contemporanea

Vistamare è lieta di presentare la mostra Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, che esplora le relazioni tra Ettore Spalletti e due artisti a lui vicini. Un omaggio a tre voci singolari legate da una consonanza spirituale e intellettuale che ha trovato il suo spazio più intimo a Pescara, dove molti dei loro incontri e scambi hanno preso vita.

Comunicato stampa

Vistamare è lieta di presentare la mostra Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, che esplora le relazioni tra Ettore Spalletti e due artisti a lui vicini. Un omaggio a tre voci singolari legate da una consonanza spirituale e intellettuale che ha trovato il suo spazio più intimo a Pescara, dove molti dei loro incontri e scambi hanno preso vita.

La mostra rivela come, pur con linguaggi distinti e al di là dei rapporti personali e delle collaborazioni che hanno segnato le loro biografie, questi tre artisti abbiano condiviso una visione dell’arte come spazio di esperienza totale, dove forma, materia e pensiero si fondono in un’unità indivisibile.

Le opere pervase di luce di Spalletti dialogano con l’aspirazione metafisica di De Dominicis nella comune ricerca di una dimensione che trascende il tempo. Franz West si inserisce in questo dialogo portando la partecipazione e la fisicità: le sue sculture-oggetto invitano all’interazione, creando un ponte tra l’opera e lo spettatore che risuona con la sensorialità delle superfici di Spalletti e l’enigmaticità concettuale di De Dominicis.

La mostra è accompagnata da un catalogo che include un testo di Hans Ulrich Obrist e l’intervista a Spalletti realizzata nel suo studio nel 2018.

Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, Pescara 1940 – Spoltore, Pescara 2019) è stato protagonista di importanti mostre internazionali negli ultimi 50 anni, più recentemente al Magazzino Italian Art, Cold Spring, New York (2023–2025) e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2021). Altre rilevanti mostre personali includono: Nouveau Musée National de Monaco, Monaco, Francia (2019); Palazzo Cini, Venezia (2015); una retrospettiva presentata simultaneamente in tre istituzioni italiane: MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli; GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; e MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma (tutte nel 2014); GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2010); Académie de France, Villa Medici, Roma (2006); Henry Moore Institute, Leeds (2005); Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Torino (2004); Fundación la Caixa, Madrid (2000); Musée d’Art Moderne et Contemporain, Strasburgo (1998); MUHKA – Museum van Hedendaagse Kunst, Anversa (1995); Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1993); ARC – Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1991) e Museum Folkwang, Essen (1982). Spalletti ha partecipato alla Biennale di Venezia (1982, 1993, 1995 e 1997) e a documenta VII (1982) e documenta IX (1992). Tra le sue principali opere su commissione figurano la Cappella di Villa Serena, Pescara (2016) e la Salle des départs dell’Hôpital Raymond-Poincaré, Garches, Parigi (1996).

Gino De Dominicis (Ancona 1947 – Roma 1998). Le sue mostre personali sono state ospitate da prestigiose istituzioni come la Murray and Isabella Rayburn Foundation, New York, NY (1989); il Centre National d’Art Contemporaine, Grenoble, Francia (1990). Il suo lavoro è stato inserito in numerose mostre collettive, tra cui: la Biennale Internazionale della Giovane Pittura, Bologna (1970); la VII Biennale di Parigi, Parc Floral de Paris, Bois de Vincennes, Parigi (1971); Documenta V, Kassel, Germania (1972); l’8ª Biennale di Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville e Musée National d’Art Moderne, Parigi (1973); Italia due: Art around ’70, Museum of Philadelphia Civic Center, Philadelphia (1973); Prospectretrospect Europe 1946–1976, Städtische Kunsthalle, Düsseldorf, Germania (1976); la 40ª Biennale di Venezia (1980); Identité italienne, l’art en Italie depuis 1959, Centre Georges Pompidou, Musée National d’Art Moderne, Parigi (1981); Fiera d’Arte Contemporanea Internazionale, Milano (1988); la 44ª Biennale di Venezia (1990); la 45ª Biennale di Venezia (1995); la 47ª Biennale di Venezia (1997).

Franz West (Vienna 1947 – 2012) è stato una presenza costante in innumerevoli mostre collettive internazionali in tutto il mondo, tra cui: Burning, Musée d’Art Contemporain, Marsiglia (2002); Franzwestite: Franz West—Works 1973–2003, Whitechapel Art Gallery, Londra (2003); We’ll Not Carry Coals, Kunsthaus Bregenz, Austria (2003); Recent Sculptures, Lincoln Center e Doris C. Freedman Plaza, New York (2004); Vancouver Art Gallery (2005); Les Pommes d’Adam, Place Vendôme, Parigi (2007; itinerante alla Hall Art Foundation presso MASS MoCA, North Adams, Massachusetts, nel 2014); Sit on My Chair, Lay on My Bed, Museum für angewandte Kunst, Vienna (2008); To Build a House You Start with the Roof: Work, 1972–2008, Baltimore Museum of Art (2008; itinerante al Los Angeles County Museum of Art fino al 2009); Fondation Beyeler, Basilea (2009); White Elephant, Museo Tamayo, Città del Messico (2009); Auto-Theatre, Museum Ludwig, Colonia (2010; itinerante al Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli, e all’Universalmuseum Joanneum, Austria, fino al 2011); Philadelphia Museum of Art (2012); e Franz West: Where Is My Eight?, Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig, Vienna (2013; itinerante al Museum für Moderne Kunst, Francoforte sul Meno, e alla Hepworth Wakefield, Inghilterra, fino al 2014). Una grande retrospettiva del suo lavoro si è tenuta al Centre Georges Pompidou, Parigi (2018), ed è poi stata presentata alla Tate Modern, Londra, fino al 2019.