Le prime forme d’arte della storia? Ma quale Europa, si trovano in Asia. Clamorose rivelazioni da studi su dipinti rupestri nelle grotte dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, ecco il video

Una domanda che molti si saranno posti chissà quante volte: qual è la più antica forma d’arte della storia? E qui, ovviamente, trovare risposte univoche è pressoché impossibile. La storiografia si è spesso trovata d’accordo nell’indicare fra le prime forme di arte rupestre un disco rosso – alquanto sbavato – rinvenuto su una parete della […]

Dipinti rupestri rinvenuti nelle grotte dell'isola di Sulawesi (shot dal video di Nature)

Una domanda che molti si saranno posti chissà quante volte: qual è la più antica forma d’arte della storia? E qui, ovviamente, trovare risposte univoche è pressoché impossibile. La storiografia si è spesso trovata d’accordo nell’indicare fra le prime forme di arte rupestre un disco rosso – alquanto sbavato – rinvenuto su una parete della caverna di El Castillo, in Spagna, dipinto databile a 41mila anni fa. Per trovare i primi disegni di forme apprezzabili, eseguiti a carboncino, bisogno – o meglio, bisognava – arrivare a 30mila anni ga, con le figure di cavalli e rinoceronti presenti nelle grotte di Chauvet, nella Francia meridionale. Le famose pitture della Grotta di Altamira, per parlare di qualcosa a tutti noto, sempre in Spagna, si datano fra i 18.500 e i 14mila anni fa. Ora a stravolgere queste ricostruzioni, che spesso – lo ripetiamo – hanno poco dello scientifico, o quantomeno del definitivo, giungono notizie nientemeno che dall’Indonesia.

Secondo quanto pubblicato dalla bibbia scientifica, Nature, un team di scienziati australo-indonesiano avrebbe studiato a fondo dipinti rupestri raffiguranti animali selvatici e segni di mani umane in alcune grotte dell’isola di Sulawesi, datandoli fra i 35mila e i 40mila anni fa. Il sito fu scoperto attorno al 1950, ma gli studi furono abbandonati perché i dipinti furono ritenuti non più antichi di 10mila anni, nella convinzione che non potessero essere sopravvissuti oltre in un clima tropicale. Se confermata, la scoperta si rivelerebbe rivoluzionaria nel concetto generale di storia dell’arte: visto che le prime forme di genialità creativa, finora localizzate in quella Europa già allora oggetto di influssi africani, andrebbero spostati ben più a Est…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.