Vania Elettra Tam – Aspirazioni al cubo

Ostuni - 24/04/2018 : 22/06/2018

In una personale installazione dal titolo ‘Aspirazioni al cubo’, l'artista ironizza e rivisita una ipotetica vita privata in casa Picasso.

Informazioni

Comunicato stampa

L'evento cardine dell'estate ostunese è la mostra sul grande Pablo Picasso dal titolo "Picasso e l'altra metà del cielo" che l'Amministrazione Comunale inaugureràmartedi 24 aprile e vedrà coinvolti in contemporanea tre paesi: Ostuni, Mesagne e Martina Franca.

Per dare maggior rilievo e risonanza al grande evento picassiano, la maggior parte delle mostre previste nel calendario della galleria ostunese ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA saranno un mero omaggio al grande artista, con rivisitazioni, performance e installazioni ad opera di artisti già sostenuti dalla stessa galleria che, in maniera collaterale, contribuirà attivamente ad arricchirel'estate ostunese



Il primo evento quindi che apre la stagione estiva in galleria è affidato all'artista milanese VANIA ELETTRA TAM che in una personale installazione dal titolo ‘Aspirazioni al cubo’ironizza e rivisita una ipotetica vita privata in casa Picasso.

Ecco come il curatore Carlo MICHELI descrive l'opera:

«Per un eccesso di zelo o per la spropositata potenza del proprio aspirapolvere, Vania Elettra Tam ha risucchiato un'opera di Picasso (o forse ne è rimasta risucchiata) ed ora vi si trova immersa, intrappolata. Sbuffa, attonita e inerme... Da quella situazione cubista non si può evadere, se non trovando un varco illogico e fantasioso... Come Alice, Vania è rapita ed estasiata da questa improbabile situazione... certo avrebbe preferito un ruolo da principessa cattiva, che le si confà maggiormente, ma pure l'idea di fare la colf per il signor Picasso non è da disprezzare, se non fosse per quel mal di schiena pungente e fastidioso... Vania è un'artista e gli artisti sanno disattendere e mischiare le unità di luogo, di tempo e di spazio e così avverrà per l'evasione dal cubo picassiano. Utilizzando una tecnica iperrealista ritroverà la propria tridimensionalità e potrà tornare nel mondo reale, creando un proprio doppio, condannato a rimanere all'interno del dipinto. Lo stesso dicasi per il violino, sfuggito alla bidimensionalità della tela e caduto ai piedi dell'opera di Tam, silenzioso testimone di una situazione forse irripetibile».