Marina Ferretti / Tommaso Gorla

Milano - 09/06/2011 : 10/09/2011

Granchi, volatili, bruchi, pesci, insetti e piante. Questi i soggetti dei disegni di Marina Ferretti, in cui le categorie del mondo animale sono accostate a geometrie, linee e strutture architettoniche, quasi a creare un gioco modulare, di rimandi, contrapposizione ma anche curiose assonanze. Negli acrilici e disegni a matita di Tommaso Gorla, invece, vi è un rapporto tra compiuto e incompiuto, tra detto e taciuto che tradisce una narrazione inaugurale, silenziosa.

Informazioni

Comunicato stampa

Granchi, volatili, bruchi, pesci, insetti e piante.
Questi i soggetti dei disegni di Marina Ferretti, in cui le categorie del mondo animale sono accostate a geometrie, linee e strutture architettoniche, quasi a creare un gioco modulare, di rimandi, contrapposizione ma anche curiose assonanze. Le forme sembrano ricreate sul foglio dalla “bava” dello stesso pastello, che ne prolunga impercettibilmente le linee, creando collegamenti tra le strutture geometriche e i colori del mondo animale. Il risultato di questo processo d'imitazione e di analisi spettrale è una raccolta di segni, che l'occhio riordina o scompone in modo del tutto casuale

Il foglio nero crea sospensione, astrae le immagini dal loro contesto isolandole. Dall’unione di queste singole unità visive, precise annotazioni su di una lavagna, emergono curiose specie viventi, unite talvolta da un tratto, come quello del gesso, appena percettibile.

Negli acrilici e disegni a matita di Tommaso Gorla vi è un rapporto tra compiuto e incompiuto, tra detto e taciuto che tradisce una narrazione inaugurale, silenziosa. Il piccolo formato diventa per l'artista lo strumento di studio ideale per indagare la realtà nel suo più intimo, celato dettaglio. Il linguaggio artistico di Tommaso Gorla parte dalla molteplice vitalità del mondo per arrivare ad una riflessione sulla liminarietà di un “altrove” che fa i conti con la malinconia e con il disagio. Il disegno è semplice, le composizioni sono di scorci e tagli che sembrano emergere dal nitore dello stesso sfondo bianco. É in questo modo che la materia dell'opera si scorpora e può raggiungere quella leggerezza che, come voleva Calvino, “si associa alla precisione e alla determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso.”.