Irpinia, memorie di un terremoto. Ricostruendo il futuro con l’arte e il design. Foto-story del workshop condotto da Bianco-Valente, Andrea Anastasio, Vittorio Venezia

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Traduzioni - workshop Aquilonia, 2015

Traduzioni – workshop Aquilonia, 2015

Li avevamo lasciati così, in Irpinia, protagonisti di un workshop in Rural Design “Traduzioni”, promosso dal GAL CILSI (Centro d’Iniziativa Leader per lo Sviluppo dell’Irpinia) ad Aquilonia. Gli artisti Bianco-Valente e i designer Andrea Anastasio Vittorio Venezia hanno condotto, dall’11 al 15 giugno scorso, un percorso di riflessione sui temi della ruralità, del ritorno alla terra e delle ricostruzioni urbanistiche, in un luogo segnato irrimediabilmente dalla tragedia del sisma. Con loro cinquanta partecipanti, provenienti da varie regioni d’Italia e ambiti culturali (arte, economia, sociologia, letteratura, design, agricoltura), oltre agli architetti  Enzo Tenore e Katia Fabbricatti. Il tutto con la guida del critico e curatore di design Marco Petroni. Obiettivo: rafforzare il dialogo tra giovani creativi, piccole imprese locali ed artigiani, in vista del lancio della prima scuola di design rurale con sede a Carbonara, piccolo paese che subì la devastazione del terremoto e che si candida oggi a diventare un nuovo centro propulsore di rinascita e ricostruzione.

Traduzioni - workshop Aquilonia, 2015

Traduzioni – workshop Aquilonia, 2015

Tra senso della collettività e politiche culturali per il territorio, si è provato così a immaginare nuove strategie formative. Il concetto di ricostruzione, di ripartenza, che in posti come questo diventa strutturale, irrinunciabile, assume allora la forma simbolica di un’esperienza creativa, tra manualità, progettualità, produzione, collaborazione, trasmissione del sapere e direzioni future di ricerca.
E partendo dal recupero di una dimensione locale, in cui radicare esperienze dal respiro nazionale ed internazionale, proprio nel borgo antico di Carbonara sorgerà – secondo i piani – questo centro di formazione: là dove oggi restano solo pochi ruderi, tracce inamovibili del sisma, un gruppo di architetti s’è messo in testa di ristrutturare, dando vita a un’accademia di Arte e Design immersa nella natura.
Il workshop appena concluso non è che l’incipit, una specie di edizione zero del progetto. I ruderi al momento sono ancora lì, a raccontare un passato drammatico da elaborare e custodire, per potere seminare ancora. Avviando, tra echi di crolli e memorie brucianti, il disegno di una “comunità che viene”.

– Helga Marsala

 

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