Carol Rama? Ci penso io. La galleria americana Dominique Lévy rappresenterà l’artista a livello internazionale

Annunciata una collaborazione esclusiva con l’Archivio Carol Rama per gli Stati Uniti e il Regno Unito. Alla fine del 2017 a New York la prima personale

Carol Rama - PEPE fotografia
Carol Rama - PEPE fotografia

Che succede se il mercato italiano dell’arte non è abbastanza forte e strutturato per sostenere i migliori artisti sulla scena globale? Ci pensano le grandi gallerie internazionali. Certo, non siamo così qualunquisti da non vedere che qualche eccezione non manca: a Londra, per esempio, negli ultimi anni ci sono diversi galleristi italiani – Tornabuoni, Mazzoleni, Ronchini, per citarne qualcuno – che lo stanno facendo egregiamente con le loro sedi inglesi. Eppure bisogna constatare che nel panorama mondiale sono tanti i nomi forti del sistema italiano “approdati” spesso in esclusiva nelle scuderie dei grandi big anglo-americani: basti pensare ai casi di Hauser & Wirth con Fausto Melotti, di Matthew Marks con Luigi Ghirri, di Michael Werner con Gianni Piacentino, di Larry Gagosian con Piero Manzoni.

COLLABORAZIONE CON LA ISABELLA BORTOLOZZI GALERIE DI BERLINO
Ora è la volta di Dominique Lévy, che annuncia l’avvio di una collaborazione esclusiva con l’Archivio Carol Rama per gli Stati Uniti e il Regno Unito; l’accordo prevede la collaborazione con la Isabella Bortolozzi Galerie di Berlino, che continuerà anch’essa a rappresentare l’artista “nel promuovere l’eredità e la reputazione internazionale di Carol Rama”. Dominique Lévy, da tre anni ai vertici delle top galleries globali, dopo la separazione da Robert Mnuchin con il quale aveva dato vita alla straordinaria esperienza di L&M Arts gallery, non è certo nuova all’attenzione per l’arte italiana: oltre a rappresentare in esclusiva un big come Enrico Castellani, lavora stabilmente anche con Alberto Burri, Gino de Dominicis, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Amedeo Modigliani, Michelangelo Pistoletto.

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA
L’impegno con l’eclettica artista torinese arriva a due anni dalla sua morte, e suona come una consacrazione, peraltro avvenuta appunto dopo la scomparsa, e quindi con molti minori sospetti speculativi. Leone d’oro alla carriera alla 50a Biennale di Venezia, nel 2003, Carol Rama ebbe comunque un momento di fulgore fra ottobre 2014 ed agosto 2016, la mostra retrospettiva La Passione secondo Carol Rama, tenutasi in musei del calibro del MACBA di Barcellona, del Musée d’art moderne de la Ville de Paris, dell’Espoo Museum of Modern Art in Finlandia, dell’Irish Museum of Modern Art di Dublino, e in arrivo prossimamente alla GAM di Torino. Dominique Lévy celebrerà la nuova collaborazione con una serie di mostre collettive tematiche incentrate sul rapporto dell’artista con leavanguardie europee ed americane, prima di proporre una personale nella sua sede di New York alla fine del 2017.

www.dominique-levy.com

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