Ecco i 10 finalisti del concorso del Parco Centrale di Prato. Dentro Aravena, Tagliabue, Blaisse e Alvisi; fuori Boeri, Cucinella e Odile Decq

A venti giorni dall’avvio della 15. Biennale di Architettura non può che emergere con immediatezza la presenza nella shortlist dello studio Elemental, guidato da Alejandro Aravena, direttore del grande evento di Venezia e Premio Pritzker 2016. Sebbene in formazione congiunta con l’architetto pratese Emanuele Barili, capogruppo del team, quello di Aravena è senza dubbio uno […]

Parco Centrale di Prato, lato via Cavour (sx) e lato via S.Orsola (dx) photo Luca Martinelli
Il Parco Centrale di Prato, tra via Cavour (a sinistra) e via S.Orsola (a destra), photo Luca Martinelli

A venti giorni dall’avvio della 15. Biennale di Architettura non può che emergere con immediatezza la presenza nella shortlist dello studio Elemental, guidato da Alejandro Aravena, direttore del grande evento di Venezia e Premio Pritzker 2016.
Sebbene in formazione congiunta con l’architetto pratese Emanuele Barili, capogruppo del team, quello di Aravena è senza dubbio uno dei “nomi forti” tra le complessive 230 candidature pervenute da tutto il mondo. Studi e singoli personalità di assoluto rilievo nel panorama contemporaneo hanno scelto, infatti, di misurarsi con il tema del grande parco urbano pratese – circa 3 ettari di estensione – racchiuso all’interno della mura cittadine.
Mentre Firenze prosegue nell’azione di favorire l’avvicinamento tra il centro storico e l’arte contemporanea – la prossima settimana aprirà l’attesa mostra al Forte Belvedere con cui si completa l’articolato progetto Jan Fabre – Spiritual Guards, dopo l’esordio in Piazza della Signoria e a Palazzo Vecchio, cui è seguita la chiacchieratissima performance notturna – la storica e “rivale” vicina si rivolge ancora all’architettura.
Indirizzandosi verso un nuovo obiettivo oltre le lungaggini dell’“affaire Pecci”. La giuria – Bernard Tschumi, Massimo Nutini, Michelle Provoost, Sébastien Marot e Roberto Zancan – ha selezionato anche Benedetta Tagliabue alla guida dello studio EMBT, gli italiani trapianti a Bruxelles di Dogma, Alvisi Kirimoto con Petra Blaisse, AUS Pasini Ranieri con Turenscape, Ferdinand Ludwig di Baubotanik, Dominique Jakob di Jakob + Macfarlane Architects, Maxawan Architeccts + Urbanists, lo studio Dorell.Ghotmeh.Tane/Architects e Obr con Michele Desvigne e Intertecno. E, come in ogni concorso di livello, non mancano le “esclusioni eccellenti”: non accedono alla fase finale, tra gli altri, Stefano Boeri, Odile Decq, Mario Cucinella, Paolo Portoghesi, Faustino Fiuza Didier, gli studi 5+1AA e 2TP/A.

PRATO IN ATTESA DI UN VINCITORE
40mila euro e l’incarico del progetto definitivo ed esecutivo al team vincitore: questo il “premio” che toccherà al primo classificato della competizione internazionale indetta dal Comune.
L’attenzione si concentra ora sulla prossima fase, la cui conclusione è stata annunciata per il primo ottobre quando sarà reso il nome dell’affidatario della progettazione.
Su questo intervento l’amministrazione punta per trasformare l’area dell’ex Ospedale Misericordia e Dolce in uno spazio verde multifunzionale, capace di operare a supporto della città storica, ridefinendo anche una delle porte di accesso di Prato. “Un parco attrezzato nel quale i cittadini dovranno trovare un contesto ambientale di grande qualità, dotato di attrezzature e servizi che lo rendano vivo in tutto l’arco del giorno e in tutte le stagioni” ha precisato l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, aggiungendo anche su questo progetto si miri per “ricucire le relazioni nel tessuto urbano di quell’area, connesso a molteplici settori del centro, grazie a una serie di nuovi percorsi e accessi.
Un’occasione dunque tanto strategica quanto irripetibile, articolata sul piano squisitamente architettonico in due lotti: nel primo andranno ad innestarsi le aree verdi e un volume della superficie minima di 500 metri quadrati finalizzato ai servizi essenziali del parco stesso; il secondo lotto funzionale prevede la realizzazione di altri fabbricati, per un massimo di 3.000 metri quadrati. “Un nuovo luogo dell’oggi inserito all’interno di un contesto storico e prezioso – ha concluso l’assessore – in grado di veicolare l’immagine di Prato come la città della contemporaneità della Toscana.” Le aspettative sono altissime.

– Valentina Silvestrini

www.ilparcocentralediprato.it

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

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