La mobile photography diventa pratica artistica. Negli USA il Columbus Museum apre la prima mostra di fotografie scattate con smartphone

LA CONSACRAZIONE UFFICIALE L’Iphoneography ha vinto una grande battaglia, lo scorso 6 febbraio: è entrata ufficialmente nella storia dell’arte. Il Columbus Museum of Art nell’Ohio ha inaugurato la più ampia mostra di mobile photography mai organizzata da un museo. Mobile Photo Now è il primo riconoscimento da parte della storiografia ufficiale di una situazione di […]

LA CONSACRAZIONE UFFICIALE

L’Iphoneography ha vinto una grande battaglia, lo scorso 6 febbraio: è entrata ufficialmente nella storia dell’arte. Il Columbus Museum of Art nell’Ohio ha inaugurato la più ampia mostra di mobile photography mai organizzata da un museo. Mobile Photo Now è il primo riconoscimento da parte della storiografia ufficiale di una situazione di fatto, che gli utenti affezionati a Instagram o Flickr conoscono ormai da tempo: la bella fotografia, quella artistica o d’autore, può passare anche dall’obiettivo di uno smartphone.

LE ORIGINI DELLA TENDENZA

Non solo iPhone, anche se il movimento della fotografia tramite mobile device nasce in stretta connessione con il prodotto Apple e delle app appositamente sviluppate. Instagram è la più conosciuta, ma prima ancora c’è stata Hipstamatic, mentre a seguire si sono diffuse VSCO Cam, Snapseed, Eye Em e chissà quante ne verranno. Oltre al mercato delle app, si è allargato quello dei produttori di smartphone tra cui i fotografi possono scegliere. Tanto, che alcuni mobile photographer della prima ora già parlano di snaturamento della pratica.

Juliana Jacyntho (@Jujalife)

Juliana Jacyntho (@Jujalife) è una mobile photographer brasiliana. Utilizza iPhone 5c e la app Snapseed

DALLA STREET ALLA MOBILE PHOTOGRAPHY

È invece nella spinta all’innovazione continua – tecnologica e quindi estetica – che il movimento della fotografia da smartphone ha il suo punto forte. Come spiega Jennifer Poleon, tra gli organizzatori dell’esposizione, “persone in ogni angolo del mondo possono sperimentare, creare e connettersi grazie a una macchina fotografica da taschino”.
Già nel 2013, in un incontro sul tema a Milano, Denis Curti faceva notare che la fotografia nasce per circolare, indipendentemente dall’apparecchio usato, perché è per natura un prodotto seriale. L’avvento di internet e smartphone ne avrebbe quindi accresciuto a dismisura il potenziale, invece di impoverire la disciplina: più confronto significa più competizione, quindi una maggior spinta a innovarsi anche stilisticamente.
La stessa mobilità del mezzo non è proprio una novità. Si pensi alla rivoluzione causata dalla Leica nel Novecento, senza la quale non avremmo il fotogiornalismo e neppure la Magnum Photos. Dalla street alla mobile photography, insomma, il passo è breve.

– Caterina Porcellini

www.columbusmuseum.org

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Caterina Porcellini

Caterina Porcellini

Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J.…

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