Artisti contemporanei. Cosa la gente pensa che facciano e cosa fanno veramente. Garnet Hertz ironizza sul suo ruolo ed è subito “meme”

Se frequentate un qualsiasi social network è difficile che non l’abbiate visto. Si intitola Contemporary Artist, ed è un grafico che ironizza sugli stereotipi legati alla figura dell’artista contemporaneo. In cinque divertenti immagini spiega infatti “cosa i suoi amici pensano che faccia”, “cosa sua madre pensa che faccia”, “cosa lui pensa di fare”, “cosa la […]

Se frequentate un qualsiasi social network è difficile che non l’abbiate visto. Si intitola Contemporary Artist, ed è un grafico che ironizza sugli stereotipi legati alla figura dell’artista contemporaneo. In cinque divertenti immagini spiega infatti “cosa i suoi amici pensano che faccia”, “cosa sua madre pensa che faccia”, “cosa lui pensa di fare”, “cosa la società pensa che faccia” e infine “cosa fa realmente”.
E mentre la mamma lo vede intento a giocare con i pastelli e la società a rendersi ridicolo, quello che sta veramente facendo, il povero artista, è compilare un modulo in cui si propone per una mostra. L’autore dell’immagine si chiama Garnet Hertz, e da anni svolge un’interessante ricerca sul rapporto tra arte e tecnologia; la sua creatura, fatta in pochi minuti e ispirata a sua volta da un precedente meme sui giochi di ruolo, è stata postata su Facebook i primi di febbraio e da allora non ha smesso di essere linkata e condivisa. E naturalmente, come ogni fenomeno virale che si rispetti, reinterpretata. Ecco allora apparire “cosa fanno realmente” i fotografi, i registi, i programmatori, i medici, le mamme e chi più ne ha più ne metta.
A quanto pare, ogni categoria ha il suo bel carico di stereotipi da smaltire, e lo schema messo a punto da Hertz sembra il framework ideale per riassumerle. Se volete provare anche voi, linkiamo in calce anche il template…

– Valentina Tanni

La storia del meme “What I Really Do”
Il sito web di Garnet Hertz
Il template per fare la propria versione

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.