Il mondo dell’arte? Volgare e superficiale. Parola di Charles Saatchi, che sul Guardian spara a zero sui collezionisti, dealer, critici e curatori

Se la prende un po’ con tutte le categorie Charles Saatchi, nell’articolo uscito ieri sul Guardian. Con i collezionisti, in primis, accusati di essere tanto ricchi quanto ignoranti, interessati all’arte solo come mezzo di affermazione sociale. Con i curatori, che definisce “insicuri” e inadeguati, bravi soltanto ad esporre “installazioni post-concettuali incomprensibili” destinate a essere apprezzate […]

Charles Saatchi

Se la prende un po’ con tutte le categorie Charles Saatchi, nell’articolo uscito ieri sul Guardian. Con i collezionisti, in primis, accusati di essere tanto ricchi quanto ignoranti, interessati all’arte solo come mezzo di affermazione sociale. Con i curatori, che definisce “insicuri” e inadeguati, bravi soltanto ad esporre “installazioni post-concettuali incomprensibili” destinate a essere apprezzate solo dai loro colleghi “ugualmente insicuri”.
E naturalmente anche con i dealer, i critici e persino con un certo tipo di pubblico, quello che non si perde nemmeno un opening ma poi non guarda i lavori in mostra e pensa solo a bere e chiacchierare. Insomma, ce n’è davvero per tutti in questo breve ma densissimo pamphlet affidato alle pagine del più letto quotidiano britannico. E Saatchi, che evidentemente si rende ben conto che molti reagiranno alla sua tirata con un lapidario “da che pulpito”, ci tiene a precisare: “Fino a poco tempo fa credevo che qualsiasi cosa potesse allargare l’interesse nell’arte contemporanea dovesse essere la benvenuta; soltanto uno snob elitista vorrebbe vederla confinata all’attenzione di pochi aficionados all’altezza. Ma persino un narciso egoista e spaccone come me trova questo nuovo mondo dell’arte profondamente imbarazzante.

Valentina Tanni

L’articolo del Guardian

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.