Ci risiamo. I Red Hot Chili Peppers continuano a frequentare l’arte contemporanea. Dopo la copertina di Damien Hirst, un video ispirato a Raymond Pettibon

Sulla copertina dell’album, intitolato I’m with you e uscito la scorsa estate, c’era il close-up di una pillola, con posata sopra una mosca. Un’immagine inconfondibile per chiunque si interessi di arte contemporanea, firmata dall’inglese Damien Hirst. Ora, per il secondo singolo estratto dal disco, i Red Hot Chili Peppers scelgono il conterraneo Raymond Pettibon, i […]

Sulla copertina dell’album, intitolato I’m with you e uscito la scorsa estate, c’era il close-up di una pillola, con posata sopra una mosca. Un’immagine inconfondibile per chiunque si interessi di arte contemporanea, firmata dall’inglese Damien Hirst. Ora, per il secondo singolo estratto dal disco, i Red Hot Chili Peppers scelgono il conterraneo Raymond Pettibon, i cui disegni sono la riconoscibilissima e dichiarata fonte di ispirazione per il videoclip di Monarchy of Roses, diretto da Marc Klasfeld.
Non solo. L’artista californiano – tra l’altro anche lui musicista e compositore – è anche citato nel verso “The calicoes of Pettibon, where culture comes to clash”, cantato da Kiedis proprio all’inizio del brano. Non si tratta di una prima volta, d’altra parte, né per la band, che in passato ha sfornato un altro memorabile videoclip ispirato alle performance di Erwin Wurm, né per Pettibon, che ha al suo attivo numerose album cover, tra cui quelle dei Black Flag, storica band hardcore in cui militava il fratello, Greg Ginn, e l’indimenticabile Goo dei Sonic Youth.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.