Ormai è quasi un’epidemia. Dopo le grandi capitali europee che hanno fatto da apripista, continua in Italia e all’estero la saga delle design week. Ora tocca a Venezia e Vienna…

Copenhagen, Helsinki, Parigi, Londra, Pechino. Il solo calendario di settembre per un appassionato di design era spietato. Senza tregua le più grandi Design Week si danno il cambio, si sovrappongono e forse anche si copiano, e non c’è nemmeno il tempo di tirare il fiato. Tutte le grandi capitali citate hanno ospitato, nel mese di […]

Copenhagen, Helsinki, Parigi, Londra, Pechino. Il solo calendario di settembre per un appassionato di design era spietato. Senza tregua le più grandi Design Week si danno il cambio, si sovrappongono e forse anche si copiano, e non c’è nemmeno il tempo di tirare il fiato. Tutte le grandi capitali citate hanno ospitato, nel mese di settembre, un’importante manifestazione interamente dedicata al design, chi per la prima volta e chi per l’ennesima volta, quasi tutte con un successo incoraggiante.
Il design inizia a fare notizia non più saltuariamente, ma sempre; e l’eccezione non si limita all’apertura della stagione autunnale, ma pare continuare. Proprio in questi giorni inaugura la seconda edizione della design week veneziana, che prosegue fino al 9 ottobre, e – come già segnalato da Artribune – a Vienna ha inaugurato la design week austriaca. In laguna, che ancora ospita la tanto discussa biennale, il tema è LIQUIdiSEGNI, e ad essere indagate sono le interazioni tra il mondo del design interattivo e del giornalismo 2.0, con la “nostra” Valentina Tanni invitata come esperta.
Milano deve dunque iniziare a tremare? Non sappiamo se la capitale finora indiscussa del Design tema o meno di perdere il suo primato, ma nel dubbio, per evitare di finire nel dimenticatoio, organizza una design week-end, un  salone in miniatura dal 6 al 9 ottobre. Appassionati, a voi la scelta…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.