Milano, città altoforno. Fra tanti cantieri perennemente aperti e rinviati, “brucia” le strutture esistenti: crisi finanziaria, a dicembre chiude la Fondazione Pomodoro

“È con grande rammarico che la Fondazione Arnaldo Pomodoro comunica la chiusura dal 31 dicembre 2011 della sua attività espositiva nello spazio di via Solari 35. Le annunciate mostre di Giuseppe Penone e Igor Eskinja, previste per ottobre, sono annullate”. Ha una capacità unica e specialissima, Milano, nella comunicazione. Le notizie positive – e qui […]

La Fondazione Arnaldo Pomodoro

È con grande rammarico che la Fondazione Arnaldo Pomodoro comunica la chiusura dal 31 dicembre 2011 della sua attività espositiva nello spazio di via Solari 35. Le annunciate mostre di Giuseppe Penone e Igor Eskinja, previste per ottobre, sono annullate”.
Ha una capacità unica e specialissima, Milano, nella comunicazione. Le notizie positive – e qui ci riferiamo all’ambito culturale e alle strutture museali – le rilascia col contagocce, e sempre indefinite e fumose: basti pensare ai tiramolla attorno al Museo d’Arte Contemporanea dentro CityLife di Libeskind, o alla Città delle Culture di Chipperfield. Le notizie negative, al contrario, arrivano dirette e brutalmente drastiche: poche righe, senza contestualizzare, come accade ora per dire che a fine anno chiuderà la Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Le lamentele circa l’abbandono da parte delle istituzioni – Regione esclusa – erano note da tempo, tuttavia il precipitare degli eventi coglie un po’ tutti di sorpresa. E torna ad alzare il polverone di una città incapace di trovare una propria dimensione nella contemporaneità, a livello di strutture: perché le scelte degli enti pubblici, ma ancor più degli sponsor privati – che, con l’eccezione della mai abbastanza lodata UniCredit, hanno fatto cadere nel vuoto i ripetuti appelli al sostegno – sono comunque legate all’apprezzamento da parte del pubblico, alla popolarità ed alla penetrazione nel tessuto sociale dell’istituzione in difficoltà.
L’augurio ovviamente è quello che qualcuno si muova per scongiurare la malaugurata chiusura. In caso contrario, come precisa il comunicato, “la Fondazione Arnaldo Pomodoro continuerà ad esercitare le sue funzioni nella sede di vicolo Lavandai 2/A a Milano”. E i magnifici spazi di via Solari, 3500 metri quadri nell’area delle ex acciaierie Riva & Calzoni, ristrutturati solo 6 anni fa da Pier Luigi Cerri? Pare quasi paradossale suggerirlo adesso: ma perché non creare proprio qui il vero grande centro d’arte contemporanea della città?

www.fondazionearnaldopomodoro.it

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