In diretta da Lione: grandi installazioni nello spazio ex industriale dell’Usine Tase. E Le Monde trova il modo di infierire su Venezia…

Seconda e ultima giornata di presentazione alla Biennale di Lione. Visite alla fondazione Bullukian, in pieno centro, e all’Usine Tase, le altre due sedi oltre alla Sucrière e al Mac. Piccola e raccolta la sezione alla fondazione, spettacolare invece l’allestimento alla Tase, con animali vivi, grandi installazioni e opere all’aperto che sorgono in un mare […]

Gli spazi dell'Usine Tase

Seconda e ultima giornata di presentazione alla Biennale di Lione. Visite alla fondazione Bullukian, in pieno centro, e all’Usine Tase, le altre due sedi oltre alla Sucrière e al Mac. Piccola e raccolta la sezione alla fondazione, spettacolare invece l’allestimento alla Tase, con animali vivi, grandi installazioni e opere all’aperto che sorgono in un mare di detriti (l’ex spazio industriale è poco o per nulla restaurato, e qui sta il suo fascino).
Nel pomeriggio l’attenzione si è concentrata sul Museo di belle arti, inserito nel tour stampa della Biennale. Qui, inaugurava la mostra sulla collezione di Antoine de Galbert, con opere di rilievo di artisti come Serrano, Boltanski, De Bruyckere e molti altri. In serata l’inaugurazione per il via ufficiale alla Biennale, da domani aperta al pubblico. E intanto, Le Monde titola La biennale di Lione oscura quella di Venezia. Non a torto…

– Stefano Castelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).