E l’hard disk diventa scultura. Un oggetto illegale che contiene file scaricati per un valore di 5 milioni di dollari. Arte concettuale o pirateria?

Si chiama 5 Million Dollars 1 Terabyte, ed è opera del giovanissimo artista Miami based (classe 1991) Manuel Palou. Si tratta di un hard disk della capienza di un Terabyte che contiene “file scaricati illegalmente per un valore di 5 milioni di dollari”, semplicemente esposto su un piedistallo come una scultura dall’estetica minimal. Sul sito […]

Manuel Palou, 5 Million Dollars 1 Terabyte, 2011

Si chiama 5 Million Dollars 1 Terabyte, ed è opera del giovanissimo artista Miami based (classe 1991) Manuel Palou. Si tratta di un hard disk della capienza di un Terabyte che contiene “file scaricati illegalmente per un valore di 5 milioni di dollari”, semplicemente esposto su un piedistallo come una scultura dall’estetica minimal.
Sul sito web dell’artista, che ha anche fondato uno spazio espositivo visitabile esclusivamente online chiamato Low Budget Gallery, è disponibile un pdf con la lista dei file contenuti nel disco rigido, perlopiù software proprietari e videogiochi. L’obiettivo polemico è chiaro e rilancia la discussione su temi attuali e tutt’altro che semplici come la proprietà intellettuale, il valore economico – sia del software che dell’opera d’arte – e lo stesso status dell’artista come “pirata”. Non è chiaro però se l’opera sia in vendita e a che prezzo…

– Valentina Tanni

www.art404.com/5million.html

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.