Sempre il solito, Paul. E la public art a Vienna stavolta presenta la disfida McCarthy-Moore …

Chi sa cosa intende l’artista americano Paul McCarthy (1945) con la sua scultura intitolata Henry Moore Bound to Fail, da poco installata nel verde di Karlsplatz, a Vienna? Perché si tratta di questo: “Henry Moore destinato a fallire”! Un anatema tanto insolente quanto invece quel suo voluminoso torso bronzeo – 600 x 410 x 304 […]

Paul McCarthy – Henry Moore Bound to Fail – 2004 – Karlsplatz, Vienna – Foto Stephan Wyckoff 2011

Chi sa cosa intende l’artista americano Paul McCarthy (1945) con la sua scultura intitolata Henry Moore Bound to Fail, da poco installata nel verde di Karlsplatz, a Vienna? Perché si tratta di questo: “Henry Moore destinato a fallire”! Un anatema tanto insolente quanto invece quel suo voluminoso torso bronzeo – 600 x 410 x 304 cm – possiede un profilo morbido e astratto che non può non alludere all’estetica di Henry Moore (1898-1986). Sì, proprio il mostro sacro della scultura novecentesca. D’altronde, le azioni provocatorie o dissacratorie di McCarthy sono ben note; ma stavolta no, non ci crediamo.
Non è certo un caso che l’opera stia lì quando dalla parte opposta della piazza – ma parliamo di centinaia di metri di distanza – staziona in permanenza proprio una scultura di Henry Moore, titolo Hill Arches, poggiante su un minuscolo isolotto che emerge da una grande vasca artificiale. Fu lo stesso Moore, nel 1978, a farne  dono alla città.

L’attuale iniziativa, di carattere temporaneo, proviene dal KÖR (Kunst im Öffentlichen Raum), l’ente comunale viennese che si occupa specificamente di public art; qui ha avuto il sostegno della Galerie Hauser & Wirth, Zurigo/Londra. In effetti, da qualche anno la città di Vienna sta dando molto risalto a questo ambito espositivo con artisti di peso, riscuotendo, per altro, il gradimento di un pubblico eterogeneo. Basti pensare ai recenti “alieni” di Thomas Schütte, il cui sbarco è stato immancabilmente testimoniato da Artribune

– Franco Veremondi

Sbarco alieno a Vienna. Tutto merito della public art


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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.