Sgarbi o Curiger? L’astuta e indefinita collocazione delle sculture di Vanessa Beecroft, dentro ma fuori del Padiglione Italia…

Ma sì, facciamo i finti tonti.  “Un errore di distrazione” diranno gli assistenti di galleria, o magari negheranno le insinuazioni spiegando che “la dicitura è corretta, indica la postazione dell’opera”. Noi, però ci crediamo poco all’ingenuità della newsletter inviata dalla Galleria Lia Rumma a proposito dei prossimi eventi cui parteciperà la beneamata Vanessa Beecroft. Lei […]

Vanessa Beecroft al Padiglione Italia

Ma sì, facciamo i finti tonti.  “Un errore di distrazione” diranno gli assistenti di galleria, o magari negheranno le insinuazioni spiegando che “la dicitura è corretta, indica la postazione dell’opera”. Noi, però ci crediamo poco all’ingenuità della newsletter inviata dalla Galleria Lia Rumma a proposito dei prossimi eventi cui parteciperà la beneamata Vanessa Beecroft.
Lei che contro ogni aspettativa ha accettato l’invito di Vittorio Sgarbi al “suo” – come lui stesso non manca di sottolineare – Padiglione Italia ma che, a ben vedere, è l’unica dei duecento e passa (wannabe)artisti partecipanti a collocarsi all’esterno dello spazio espositivo, nell’area di passaggio di coloro che desiderano spassionatamente evitare la strabiliante visita alla mostra di Sgarbi e, per dirle proprio tutte, a pochi metri in linea d’aria con le sculture multicolor dell’artista tedesca Katharina Fritsch al Giardino delle Vergini.
Vogliamo scommettere che l’astuta Vanessa Beecroft, quando è arrivata la telefonata del Vittorio nazionale, gli ha fatto stipulare un bel contrattino in cui definiva per filo e per segno dove dovevano stare le opere, pena la rinuncia alla mostra? E vogliamo fare anche un bel sondaggio? Proviamo a chiedere un po’ ai giornalisti e ai curatori stranieri se sanno che la nostra Vanessa Beecroft non fa parte della Mostra Internazionale curata da Bice Curiger, vediamo che ci rispondono….

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14 COMMENTS

  1. Vedete signori, tutte riflessioni corrette…ma stiamo ai contenuti, e in questo caso le sculture di Vanessa mi sembrano molto deboli…nulla a che vedere con la freschezza che aveva una decina di anni fà….questo vedrete che non sfuggirà

    • Son d’accordo! Adesso si è stancata delle sue modelle e vuole fare la scultrice! Viste nella foto non mi piacciono..andrò alla biennale e piscerò sopra a quei marmi…

  2. Secondo me, un”artista come lei, può permettersi di esporre ciò che gli passa per la testa, e sempre stata sorprendente nei suoi lavori, staccatevi da quel concetto di scultura uguale antico, non guardate l’arte con gli occhi, andate oltre,altrimenti non ci siete, siete fuori, e lei e dentro. complimenti vanessa sei molto coraggiosa per passare dalla fotografia alla scultura, e poi tornare ancora sulla fotografia, in pochi lo possono fare.Grazie
    p.s. dell’ ARTE non ci si stanca , ci si nutre.

  3. sa Sibillio…io ho la galleria a 100 metri dalla Pietà Rondanini…sono abituato all’innovazione e alla bellezza…qualità assenti dalle sculture della Beecroft…

    e comunque se non la guardi con gli occhi, con il cuore e il cervello…cosa ci rimane?

    • Sig. Giampaolo Abbondio: si rende conto che quello che a scritto certo non nette in luce la sua sensibilità all’arte contemporanea , ma’ sicuramente esalta il suo filologico cognitivo sull’aspetto commerciale e mediatico di comunicazione,
      ne tanto meno scusi sa ” il mio pensiero” la sua capacita’ di comprendere l’innovazione e la bellezza , vivrà pure a 100 mt dalla pietà Rondanini, io vivo a Roma ma che vuole dire, si spieghi meglio ,altrimenti qui si rischia di scadere gravemente, come HeM a già fatto,o forse poteva anche essere un’idea migliore per l’istallazione di Vanessa beecroft .

      • AHAHAH no ma complimenti per l’italiano, rileggere i pensierini prima di postare no? sarà la peecroft che si esalta col commerciale il mediatico e il sensazionalismo come è noto veramente a tutti .

  4. la Vanessa e’ uno dei piu’ clamorosi Bluf -Flop nazionali. non saprei chi scegliere tra la banalità della “Beecroft ” al Padiglione Italia a Venezia e “Rabarama” che ha inquinato visivamente il giardino di Boboli, il parco delle Scuderie Reali, le Pagliere e appunto piazza Pitti a Firenze.
    due marchettare stesse amicizie.

  5. E’ tutta invidia… Marco Sibillio ha ragione: Vanessa Beecroft è considerata tra le più innovative nel panorama contemporaneo.

  6. L’innovativo in che cosa consiste? Nelle statuette smunte di patinate fotomodelle smorte o nelle statuette di marmo funereo?

    Non essendoci gallerie in marmo rosa da levigare, né piazze in granito sardo da pulire, né padiglioni in marmo verde da lavare ecc.; non era nemmeno necessario che la donna Beecroft esponesse i suoi marmi al di fuori dello spazio espositivo del padiglone italia.

    Sarebbe stato meglio se li avesse esposti in un ottimo laboratorio di abili marmisti di Montignoso. Tutto questo, ci riporta come conclusione, alla domanda iniziale: l’innovativo nell’arte in che cosa consiste?.

  7. Personalmente non credo affatto alla novità fine a se stessa, la storia dimostra che tutte le innovazioni traggono spunto dalle esperienze fatte sul passato, perfino le avanguardie con il loro rinnegare la storia, hanno costruito la loro reazione sulla scorta dell’arte trascorsa facendo di tutto per cancellarne il valore.

    Se penso ad un grande Futurista come Balla che nasce dall’accademia, la rinnega divendo uno dei firmatari del manifesto Futurista e pervenendo a soluzioni molto interessanti o addirittura geniali e dopo tutto questo alla fine cosa fa?
    riprende la pittura in termini di rappresentazione tradizionale.

    Platone diceva che il nuovo in realtà non esiste, o meglio il nuovo è ciò che abbiamo di più antico.

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