Rispondere per iscritto? Non sia mai. Arthemisia parla di dettagli organizzativi solo a voce. E anche Paolo Parisi si defila da Padiglione Italia…

Ancora un artista che ha detto no. Ancora un rifiuto e la volontà di renderlo pubblico, quasi si trattasse di un gesto di trasparenza verso la collettività, un modo per far fronte comune dinanzi a una situazione che ha ormai del grottesco. Stiamo parlando del Padiglione Italia, ovviamente. E, nel caso specifico, di Paolo Parisi. […]

Paolo Parisi

Ancora un artista che ha detto no. Ancora un rifiuto e la volontà di renderlo pubblico, quasi si trattasse di un gesto di trasparenza verso la collettività, un modo per far fronte comune dinanzi a una situazione che ha ormai del grottesco. Stiamo parlando del Padiglione Italia, ovviamente. E, nel caso specifico, di Paolo Parisi. Anche lui invitato in Biennale, su suggerimento di Pietrangelo Buttafuoco, uno degli intellettuali coinvolti nell’operazione Arsenale.  La musica è sempre la stessa: organizzazione lacunosa, problema di trasporti, nessuna progettualità, tempistiche ridicole con un invito partito a un mese esatto dall’inaugurazione della mostra. Di seguito le due email di risposta inviate da Parisi il 4 e il 9 maggio scorso ad Arthemisia, la società che cura l’organizzazione.

Lettera n° 1

Gentilissimi,a seguito della mia mail precedente, alla quale non ho ancora ricevuto risposta, faccio presente che a meno di 30 giorni dall’inaugurazione della mostra, non ho ancora ricevuto, pur avendolo richiesto, né un progetto di allestimento, né un’indicazione sugli spazi a disposizione per la mia opera, né tantomeno alcuna indicazione sulle specifiche relativamente alle modalità per l’assicurazione, il trasporto ed il montaggio A/R.
A questo si aggiungono indicazioni discordanti relativamente all’opera stessa, che dovrei indicare io (?) ed in particolare: “Non ci sono indicazioni sul tipo dell’opera se non che sia degli ultimi 10 anni”, come mi è stato detto nella Vs. cortese comunicazione del 29/04, oppure “Le ricordo che l’opera da Lei scelta dovrà essere inedita e recente e non pubblicata altrove”, come leggo nella Vs. cortese comunicazione che ricevo in data odierna. In assenza di queste specifiche, e immaginando gli spazi del Padiglione Italia che ben conosco, insieme al numero degli artisti invitati, che apprendo dalla stampa, mi risulta molto difficile indicare qualunque opera già esistente (impossibile, infatti, immaginare la realizzazione di un’opera inedita in così poco tempo) e conseguentemente, partecipare al progetto.
Confidando in Vs. cortese sollecito cenno di riscontro, per il momento porgo i miei saluti più cordiali.

Paolo Parisi

Lettera n°2

Gentilissimi,a seguito della cortese telefonata della sig.ra xxx xxxxxx che mi ha chiarito alcuni aspetti organizzativi fin qui non manifesti, dopo rapida riflessione, alla luce di questi nuovi elementi e a meno di 20 giorni dall’inaugurazione, capisco che l’organizzazione del progetto non mi consente di partecipare.
La prego di inoltrare al Dr. Pietrangelo Buttafuoco i miei ringraziamenti per la fiducia dimostrata verso il mio lavoro.
Cordiali saluti

Paolo Parisi

Così commenta infine Parisi, ad Artribune: “Nessuno ha mai voluto chiarire per iscritto quegli aspetti tecnici e organizzativi su cui ripetutamente chiedevo ragguagli. Le varie interlocutrici, quelle che hanno risposto, mi hanno sempre detto che certi dettagli non potevano scriverli in una mail, ma che potevano solo parlarne a voce. E’ a quel punto che mi sono reso conto che l’organizzazione stessa era concepita, probabilmente, per non permettere  a nessun professionista di partecipare. Una roba machiavellica. Che in ogni caso ricorda un po’ i Salon dell’800, quando tutti mandavano un pacco a proprio rischio e pericolo, e si recavano poi alla vernice per ritoccare e sistemare il quadretto appeso. Peccato che ci sono due secoli di pratiche organizzative in mezzo, oltre che di storia dell’arte...”

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.