Mica serve inventarsi chissà cosa: bastano idee concrete, e farci un Festival. Ma accade a New York…

La Grande Mela non è solo una mela grande, nel senso di metropoli cosmopolita, ma è anche una grande città. Nel senso che il suo sindaco percepisce un dollaro di stipendio (è un Tycoon direte voi, ma almeno fa atti simbolici, che da cinici impenitenti dovremmo saper recuperare ed apprezzare) e si distingue per la […]

La Grande Mela non è solo una mela grande, nel senso di metropoli cosmopolita, ma è anche una grande città. Nel senso che il suo sindaco percepisce un dollaro di stipendio (è un Tycoon direte voi, ma almeno fa atti simbolici, che da cinici impenitenti dovremmo saper recuperare ed apprezzare) e si distingue per la sua capacità di far partecipare la cittadinanza, in varie forme (qui i privati donano cultura) alla sua vita e ai suoi progetti. New York sta “soffrendo” di una “gentrificazione” piuttosto serrata (i primi furono gli artisti di SoHO, un paradosso) ma i giovani artisti squattrinati e coraggiosi convergono ancora qui per dar corpo ai propri sogni.
La Grande Mela li accoglie anche con una nuova iniziativa che dà il senso del continuo inesauribile stato d’inquietudine creativa che ammanta la città: si tratta della prima edizione del Festival delle Idee per la Città Nuova. Cinque giorni – l’ultimo è oggi – ricchi di mostre, feste, conferenze, dibattiti, eventi di ogni genere organizzati da università e musei, che vedono la Bowery al centro di una nube creativa in cui artisti, architetti, economisti, scrittori, ingegneri, designer sono chiamati a trattare i temi sensibili per una città come New York; dalla sostenibilità alla partecipazione.
Decine di organizzazioni di Downtown, inclusi i gruppi della comunità, lavorano per immaginare il cambiamento. Tre i programmi principali: una conferenza di convegni, una StreetFest lungo la Bowery, e oltre un centinaio di progetti indipendenti e manifestazioni pubbliche. Il New Museum è in pole position. Augurandoci che tutto ciò possa indurre qualcuno in Italia a “copiare” l’iniziativa. A volte, è segno di genialità…

Nicola Davide Angerame

www.festivalofideasnyc.com

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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.