Tartarughe in viaggio. La campagna di Greenpeace prodotta dallo studio Aardman

La nuova campagna di Greenpeace si affida allo studio Aardman, creatore del famoso Wallace e Gromit, per sensibilizzare su un problema urgente: la salvaguardia degli oceani. Protagoniste un gruppo di simpatiche tartarughe

La forza poetica che caratterizza le strategie comunicative di Greenpeace ha fatto sì che, nel corso degli anni, la storica ONG sia riuscita a ritagliarsi un posto importante nell’immaginario collettivo diventando un punto di riferimento quando si parla di battaglie ambientali. La potenza evocativa di alcune azioni ha reso indimenticabili numerose campagne: un esempio non troppo lontano lo si ritrova nella celebre operazione in difesa dell’Artico che, nel 2016, coinvolse il compositore nostrano Ludovico Einaudi.
Con l’obiettivo di smuovere sempre più le coscienze, giocando sul contrasto tra la delicatezza delle immagini proposte e la brutalità degli argomenti trattati, negli ultimi anni Greenpeace ha incluso anche l’animazione nei suoi video promozionali, come testimonia il toccante Rang-Tan (2018). L’ultima campagna promossa dalla ONG canadese continua a seguire questo specifico linguaggio affidandosi a uno degli studi di animazione più innovativi degli ultimi decenni: la Aardman Animations.
Dal 1972, anno della sua fondazione, fino ai giorni nostri, lo studio britannico non ha mai smesso di sperimentare, sia sul piano tecnico che sul versante storytelling – come attesta anche il recente videogame 11-11: Memories Retold – affermandosi soprattutto nel campo della claymotion; i pluripremiati Galline in fuga, Giù dal tubo e Wallace and Gromit sono solo alcuni esempi.

DIVERTIRE PER SENSIBILIZZARE

Doppiato in italiano dalla cantautrice Giorgia e da Giancarlo Nannini (Olivia Colman e Dame Helen Mirren nella versione originale), Tartarughe in viaggio invita lo spettatore a seguire il complicato ritorno a casa di una famiglia di tartarughe marine. Tra invasioni di oggetti in plastica, trivellazioni petrolifere e modalità di pesca sempre più devastanti, il viaggio di rientro serberà, inesorabilmente, spiacevoli sorprese. La scelta di antropomorfizzare i personaggi animali innesca un sentimento di empatia, necessario per favorire l’azione concreta in difesa degli ecosistemi marini. Come ha affermato la stessa Giorgia (doppiatrice di “mamma tartaruga”): “La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”.
Contemporaneamente all’uscita del corto, Greenpeace ha pubblicato Turtles Under Threat, un report che spiega come, a causa dei cambiamenti climatici, le tartarughe impieghino quasi il doppio del tempo per raggiungere i luoghi destinati alla loro alimentazione, compromettendo di conseguenza anche i già precari processi di procreazione.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso

Valerio Veneruso

Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM –…

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