Nell’ultimo spot di Calvin Klein, Bella Hadid, una delle modelle più famose del momento, bacia Lil Miquela, un’influencer che può vantare su Instagram oltre un milione e mezzo di follower. La particolarità del video, naturalmente, non sta nel bacio in sé, quanto nel fatto che Lil Miquela, nonostante l’estremo realismo della sua rappresentazione, in realtà non esiste. La modella è infatti un’avatar digitale, realizzato in computer grafica, ed è soltanto uno dei tantissimi esempi di celebrità virtuale contemporanea. Nonostante il concept dello spot – che fa parte di una nuova strategia di marketing guidata da Marie Gulin-Merle, ex L’Oréal Usa – sia dichiaratamente a favore della libertà di espressione, anche sessuale, e abbia scelto la modella virtuale per aggiungere una riflessione sul rapporto tra realtà e finzione nel mondo contemporaneo, non sono mancate le reazioni negative. Il video è stato infatti da più parte accusato di “queerbaiting”, ossia di utilizzare la tematica omosessuale a meri fini commerciali, visto che Bella Hadid è eterosessuale e l’altra modella non esiste: “ci sono tantissimi modelli reali che potevano essere coinvolti”, hanno commentato in tanti. L’azienda americana, sotto attacco per giorni dopo il rilascio della campagna, ha infine deciso di scusarsi con un post sui sui canali social in cui ribadisce il suo sostegno storico alla comunità LGTBQ+.

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