A distanza di circa un anno dalla pubblicazione del suo ultimo album Beauty at closing time (Altermusic, 2018), torna Massimo Giangrande, nome di punta di un certo cantautorato colto che attinge a sonorità folk di respiro internazionale. Stavolta, l’autore nostrano, che vanta collaborazioni con produttori e musicisti come Paolo Benvegnù e Daniele Tortora, ha deciso di affidare la regia del videoclip del singolo a un maestro dell’animazione: Gianluca Maruotti.
L’incontro tra i due artisti italiani, nell’accezione più larga del termine, è ormai di vecchia data se si pensa a un altro sorprendente video, Paper Plane, rilasciato cinque anni fa da Maruotti; questa volta però l’asticella qualitativa è stata ulteriormente alzata, per dare vita a un prodotto a dir poco spettacolare.
Realizzato interamente in claymation, Free to Roam è un incantevole inno alla libertà, celebrato attraverso il magistrale utilizzo della plastilina. Ambientato in un luogo tanto immaginario quanto vicino ad alcune dinamiche contemporanee, il corto accompagna lo spettatore all’interno di un freddo villaggio abitato sia da animali selvaggi che da personaggi abituati a vivere indossando costantemente degli scatoloni di cartone sulle proprie spalle. È in questo scenario che nasce e si sviluppa una storia d’amore che è soprattutto il grido catartico generato da un’incontenibile voglia di vivere che rifiuta vincoli o restrizioni.
Anche se i riferimenti cinematografici riconoscibili sono diversi (dal film diretto nel 2009 da Spike Jonze Nel paese delle creature selvagge, adattamento cinematografico del libro di Maurice Sendak, al lungometraggio di animazione The Boxtrolls, realizzato nel 2014 da Graham Annable e Anthony Stacchi), la delicatezza con la quale viene affrontato l’argomento è davvero unica, così toccante da infonderci realmente la sensazione che nella vita le cose si possano davvero cambiare.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.