L’espressionismo come scelta pittorica, ma anche poetica. Il pittore tedesco George Baselitz (1938) racconta in questo video l’influenza esercitata sulla sua arte dall’opera di Edvard Munch (1863 – 1944), riconosciuto sin da subito come un riferimento essenziale, per motivazioni formali e contenutistiche. Entrambi gli artisti, infatti, hanno lavorato a lungo sull’aspetto psicologico e psicoanalitico, mettendo l’accento sulla corrispondenza tra la malattia del corpo e quella dello spirito. Una sorta di mutilazione interiore: “esiste un certo tipo di stile di disegno che permette di mostrare che qualcosa non va come dovrebbe”, spiega Baselitz, che ricorda anche di aver visto per la prima volta le opere di Munch in un calendario di riproduzioni trovato nella libreria di suo padre. Il pittore norvegese viene anche ricordato per la sua decisione di non comunicare né collaborare con i nazisti, nonostante si dimostrassero molto interessati alla sua opera, al contrario di quello che accadeva con gran parte dell’arte espressionista, bollata come degenerata e spesso distrutta.

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AutoreGeorge Baselitz
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