L’arte in palestra o dietro le sbarre

Leoni assenti e bilancieri iper-presenti. Reclusione e allenamenti. Dov’è l’arte? Più si cerca la definizione di “creazione”, più confini e barriere si allargano. David Robbins e Torbjorn Vejvi a Napoli, da Raucci e Santamaria, fino a fine gennaio.

David Robbins - A Reluctant Muse (Joshua at Governor Dodge State Park) - 2011 - courtesy Galleria Raucci/Santamaria, Napoli - photo E. Velo

Video, parole, scultura, pittura, installazione. Tutto per affermare che “artista” è anche il personal trainer, se scolpisce menti e corpi con spinta consapevolezza-tékne, e se a presentarlo come tale, nel linguaggio artistico dell’esposizione, è un artista che nell’arte così lo risucchia. È pointing estremo, quello di David Robbins (Whitefish Bay, 1957; vive a Milwaukee), che trasferisce l’intenzionalità artistica a un soggetto, anziché a un oggetto.

I confini e le griglie tra arte e realtà – o natura – sono evocati anche dalla più emotiva ricerca di Torbjorn Vejvi (Vätjö, 1972; vive a Los Angeles). Nel suo video e nelle sue costruzioni, le barre di uno zoo o di sculture-camere della mente divengono, per l’autore, “luoghi del pensiero” in cui meditare il concetto di “arte in gabbia”. Scoprendone anche, come Robbins, inspiegabilità e paradossi.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 27 gennaio 2012
David Robbins – The Lift Trilogy
Torbjörn Vejvi – Matter Matter Physically Dead

GALLERIA RAUCCI/SANTAMARIA
Corso Amedeo di Savoia 190
081 7443645
[email protected]
www.raucciesantamaria.com


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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]