L’arte degli screensaver. Una mostra a Rotterdam celebra il salvaschermo

Inaugura il 27 gennaio all’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam la mostra “Sleep Mode. The Art of the Screensaver”, un’installazione dell’artista Rafaël Rozendaal dedicata a un oggetto tecnologico ormai obsoleto: il salvaschermo

Screensaver in mostra a Rotterdam
Screensaver in mostra a Rotterdam

Gli screensaver sono un oggetto tecnologico ormai obsoleto. Comparsi sui personal computer di tutto il mondo dalla fine degli Anni Settanta, dovevano servire a proteggere gli schermi dall’usura, prevenendo il cosiddetto effetto burn-in che veniva innescato dalla permanenza sul monitor della stessa immagine per troppo tempo consecutivo. Reso inutile dai progressi tecnologici – i monitor LCD non presentano questa problematica – il salvaschermo è stato spesso oggetto di sperimentazione creativa, finendo per ospitare video, animazioni digitali e opere di software art. E oggi diventa anche protagonista di una mostra, ideata dall’artista Rafaël Rozendaal (Amsterdam, 1980) e ospitata all’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam a partire dal prossimo 27 gennaio.

26 GRANDI PROIEZIONI

L’installazione Sleep Mode. The Art of the Screensaver rappresenta un omaggio alla cultura digitale dei decenni passati e riunisce in un’unica opera tanti screensaver celebri, come quello dei tostapane volanti, dei tubi 3D oppure dei loghi di Windows. I visitatori della mostra si troveranno immersi in una stanza illuminata da 26 grandi proiezioni che riportano in vita queste animazioni trasferendole al centro dell’attenzione dopo decenni trascorsi nell’ombra. Gli screensaver erano infatti oggetti pensati per entrare in azione mentre nessuno guardava, disegnati da autori anonimi e destinati a una fruizione casuale e distratta. L’artista olandese, una figura centrale della new media art contemporanea, decide di recuperarli e metterli al centro della sua installazione, spingendoci a riflettere sull’estetica dell’era digitale e sui suoi protagonisti meno noti. Nel sito web del progetto è possibile vedere molti degli screensaver che saranno in mostra e leggere delle interessanti e rare interviste con i loro autori, oltre a una folta rassegna di articoli sul tema usciti negli Anni Ottanta e Novanta.

Valentina Tanni

http://sleepmode.hetnieuweinstituut.nl

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.