Monet non sfonda a Londra. Il report delle aste da Sotheby’s e Christie’s

Si sono appena svolte, a Londra, le due periodiche aste delle principali case d’asta mondiali dedicate agli Impressionisti ed all’arte moderna

Le aste di Londra, Febbraio 2019
Le aste di Londra, Febbraio 2019

Sotheby’s e Christie’s hanno animato il panorama artistico di Londra, prima con le ricche preview (addirittura nove mila visitatori da Sotheby’s) e poi con le due serate per le aste.

MONET PROTAGONISTA

A farla da protagonista per entrambe le case d’asta è stato Monet: Sotheby’s ha messo all’asta un’opera delle vedute veneziane, una vera rarità sia perché l’opera in questione è rimasta sempre nella stessa famiglia dal 1926, sia perché quasi la metà delle vedute veneziane di Monet sono nei musei e quindi fuori dal mercato. Da Christie’s invece il Monet era Saule pleureur et bassi aux nymphéas, un’opera da 199x180cm. Ma il mercato non ha premiato la scelta chiave delle due case d’asta: da Sotheby’s la veduta veneziana era stimata tra i 20 ed i 30 milioni di sterline, è stata posta in asta a 17 milioni ed è stata venduta a “soli” 24 milioni (27,5 con il premio d’asta, record per le vedute veneziane e probabilmente acquistata da un collezionista giapponese), MENTRE il Monet di Christie’s ha aperto a 28 milioni di sterline ma è rimasto invenduto a 36 milioni.

LE ALTRE VENDITE DI RILIEVO

A quanto sembra, secondo alcuni operatori del settore, in questo periodo il mercato non è in grado di sostenere investimenti di rilievo. Molto attive entrambe le sale con acquirenti che han dato battaglia e che hanno espresso il meglio da Christie’s, dove una intermediaria ha comprato un Cézanne (21,2 milioni, lotto 6) ed un Magritte (lotto 105 a 3,3 milioni), un altro intermediario un Renoir (lotto 8 a 12,7 milioni) ed un Signac (lotto 26, venduto a favore di una charity, era la copertina del catalogo ed ha conquistato il nuovo record dell’artista con 19,5 milioni di sterline) e la sua collega ha comprato per 16,6 milioni di sterline (anche in questo caso record per l’artista e sempre a favore di una charity) il lotto 28 di Caillebotte. Insomma nelle due serate, tra le vendite milionarie sopra riportate e varie altre, dalle ‘sales room’ sono stati fatti acquisti per oltre 80 milioni di sterline.

SOTHEBY’S

Passiamo alla cronaca iniziando da Sotheby’s dove in origine erano stati posti in vendita 47 lotti, ma due sono stati ritirati last minute, il lotto 14 di Lyonel Feininger ed il lotto 20, il Picasso Fleurs dans un vase. Come anticipato il prezzo più alto è stato raggiunto da Le Palais Ducal di Monet seguito da Egon Schiele (lotto 9) battuto a 10,6 milioni, poi il lotto 13 di Kandisky a 6,1 milioni con un’asta velocissima, ed il Magritte L’Etoile du matin a 5,3 milioni di sterline. Dalla sala sono stati acquistati un Kirchner (lotto 10, 3,2 milioni, al martello), un acquerello di Kandisky a 580mila sterline di martello, un Jean Arp a 300mila ed un’opera di Man Ray a 1,3milioni. Tra le opere da notare il lotto 1 di Schiele che ha raddoppiato la stima massima, record per Oskar Schlemmer a 2,15 milioni di martello e l’opera di Francis Picabia con martello battuto a 3,1 milioni raddoppiando la stima minima. Tra gli invenduti il lotto 16 di Alexej von Jawlensky a 720mila sterline, un disegno su carta di Egon Schiele a 850mila, un acquerello di Mirò a 260mila, un’opera di Max Ernst a 320mila, un olio su legno, double-face, di Mirò a 220mila, un bronzo di Jean Arp a 1 milione di sterline ed un libro con 24 litografie di Marcel Duchamp a 95mila. Le vendite sono state per 87,7 milioni di sterline, il 46% delle opere non era mai apparso in alcuna altra asta e per le restanti opere i due terzi non circolavano in aste da oltre 20 anni.

CHRISTIE’S

Christie’s risponde ai 47 lotti di Sotheby’s con un’asta maratona di 85 lotti divisa in tre sessioni, la prima con 23 opere provenienti da una importante collezione privata e titolata Hidden Treasures, la seconda più classica proprio su impressionisti e modern art ma con sei opere (tra le 28 in asta), provenienti da una collezione privata e venduti a favore di una charity e la terza sessione The art of surreal con 34 opere di sedici artisti da Magritte a Mirò, da Domìnguez a Max Ernst, da James Ensor a Dalì. Dei record (da aggiungere quello per lavori su carta di Emil Nolde a 611mila sterline), degli acquisti dalla sala e dei top lot ne abbiamo già scritto sopra ma bisogna aggiungere il lotto 108 Le lieu commun di Magritte venduto a 18,3 milioni di sterline ad un anonimo acquirente collegato via telefono. La sessione d’asta dedicata alla vendita della collezione privata è stata molto deludente a parte il Cézanne da 21,2 milioni, infatti oltre al Monet invenduto a 36milioni sono rimasti invenduti un Soutine a 950mila sterline, un Matisse a 3,8 milioni, lo splendido Iris di Monet a 3,2 milioni, il raro van Gogh Portrait de femme: buste, profil gauche a 5,8 milioni, un Bonnard a 130mila ed un Vuillard a 480 mila così come un Kees van Dongen a 600mila ed un Maurice Utrillo a 170mila, ritirati prima dell’asta il lotto 17 di Pierre Bonnard Femme au tub (stimato tra i 4 ed i 6 milioni di sterline) ed il lotto 21 di Matisse Nu demi couché stimato tra 1,5 e 3 milioni di sterline.

GLI INVENDUTI

È andata molto meglio la seconda sessione con solo 4 invenduti: van Dogen a 850 mila, La maison blanche di Gauguin a 1,2 milioni, uno Chagall a un milione e centomila sterline ed un Kirchner a 320 mila, ritirato il lotto 46 di Renoir. In questa sessione si sono distinti il lotto 28 di Degas che ha raddoppiato la quotazione massima con martello a 3,5 milioni, Paul Klee a 900 mila sterline. Su valori di stima minima i lotti 34, 37 e 40 di Picasso rispettivamente con martello a 1milione, 4 milioni ed 1 milione, il lotto 41 di Chagall a 1,2 milioni, il 44 di Monet battuto a 4,5 milioni. Discorso a parte per le 6 opere messe in vendita per finanziare una charity, a partire dal lotto 25 di Vallotton battuto a 1,9 milioni, il già citato Signac da record a 19,5, due Bodini a 900 e 300 mila sterline, l’altro record con Caillebotte Chemin Montant a 16,6 milioni ed un Vuillard a 400 mila sterline.

I SURREALISTI

Interprete incontrastato della sessione The Art of surreal è stato Magritte, già dal secondo lotto Moments musicaux battuto a 2 milioni di sterline, poi Le monde poétique II a 1,6 milioni e Le pain quotidien a 2,8, il già citato Le lieu commun a 18,3 milioni con premio, Le belle captive a 1,8, la Composition on a Sea shore a 1,7 e Les barricades mystérieuses comprato in sala al prezzo di martello di 1,5 milioni di sterline con la stima massima di 450mila. Ottimo risultato anche per Victor Brauner al doppio della stima massima così come Antoni Tàpies, non bene Giorgio de Chirico a 200mila contro 250 di stima minima, male San titre di Dalì battuto a 500mila sterline contro 1 milione di stima minima. Tre soli invenduti su 34 lotti: André Masson a 200mila sterline, Francis Picabia a 110mila e Jean (Hans) Arp a 130 mila. In totale le tre sessioni di Christie’s hanno venduto per 165,7 milioni di sterline.

– Mario Bucolo

Dati correlati
AutoriPaul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, Gustave Caillebotte, Salvador Dalì, Vincent Van Gogh, Egon Schiele, Marcel Duchamp, Antoni Tàpies, Giorgio De Chirico, Andrè Masson, Henri Matisse, Maurice Utrillo, Max Ernst, Francis Picabia, Man Ray
Spazio espositivoCHRISTIE'S LONDON
Indirizzo8 King Street St. James’s, SW1Y 6QT - London
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).