L’ex Serpentine Gallery Julia Peyton-Jones dirige il nuovo spazio di Thaddaeus Ropac a Mayfair

La nomina vedrà l’ex condirettrice, insieme ad Hans Ulrich Obrist, della Serpentine Gallery, protagonista a Londra a partire dal 1 settembre 2017. La Peyton-Jones dirigerà il nuovo spazio di Mayfair di Thaddaeus Ropac.

La Galleria Thaddaeus Ropac a Londra
La Galleria Thaddaeus Ropac a Londra

A seguito dell’apertura d’inizio anno del nuovo spazio di Mayfair, al 37 di Dover Street, Thaddaeus Ropac, proprietario di una delle più importanti gallerie di Parigi, con due sedi in Francia, una a Londra a Ely House e due a Salisburgo, ha scelto Julia Peyton-Jones per il delicato compito di curare lo sviluppo creativo della galleria londinese. L’ex condirettrice della Serpentine Gallery lavorerà a stretto contatto con il gruppo degli artisti trattati dalla galleria. Questa la sua prima dichiarazione dopo l’assunzione dell’incarico rilasciata, al Financial Times: “Ho sempre voluto capire come funziona nella pratica il settore commerciale, che è un aspetto importante del meccanismo dell’arte, e non credo avrei potuto avere un’opportunità migliore di questa”. 

Thaddaeus Ropac and Julia Peyton Jones
Thaddaeus Ropac and Julia Peyton Jones

UNA CARRIERA ALL’INSEGNA DELLA NOVITÀ

Formatasi al Royal College of Art di Londra fra il 1975 e il 1978, dopo la docenza al College of Art di Edimburgo, Peyton-Jones ha avviato la carriera di curatrice presso la Hayward Gallery di Londra nel 1988. Ma la notorietà a livello internazionale la raggiunge nel quarto di secolo trascorso alla direzione della Serpentine Gallery, a partire dal 1991. Il famoso spazio di Kensington, sotto la sua direzione, ha ospitato opere di Damien Hirst, Ai Weiwei, Yoko Ono, Gerhard Richter e Jeff Koons. E nel 1995, la performance di Tilda Swinton che passò la notte in una grande teca di vetro all’interno della galleria, in quanto parte del testo teatrale The Maybe, di Cornelia Parker. Un evento che aggiunse grande notorietà alla galleria. Nei suoi 25 anni presso la Serpentine Gallery, Peyton-Jones ha svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione dello spazio in un polo d’attrazione per i migliori artisti e architetti del mondo, guadagnandosi anche una reputazione come efficace “raccoglitrice” di fondi per finanziare le attività. Fu sua l’idea di lanciare, nel 2000, la Commissione Annuale che da allora invita ogni estate un nuovo architetto (negli scorsi giorni è stato presentato il padiglione di Kerè) ad erigere un padiglione personalizzato nei Kensington Gardens. Ancora da un punto di vista architettonico, è sua l’iniziativa che ha visto nel 2013 Zaha Hadid progettare la Serpentine Sackler Gallery, l’estensione della galleria ricavata dalla ristrutturazione di un deposito di artiglieria del 1850, ubicato negli immediati pressi della sede principale. Poco prima di lasciare la Serpentine, ha dichiarato al Guardian che una delle sue maggiori soddisfazioni di questi anni è stata quella di aver mantenuto l’ingresso gratuito alla galleria, in modo da poter permettere l’accesso all’arte contemporanea al più vasto pubblico possibile. Pubblico che, nel corso della sua direzione, è passato da una media di 250.000 visitatori annui, a 1,2 milioni.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

1 COMMENT

  1. non capisco a cosa servono questi curatori . dovremmo affidare direttamente gli spazi alle grandi gallerie così queste ridurrebbero i costi (non dovendo poi assumere i curatori che le hanno servite) e con i soldi risparmiati una volta all’anno potrebbero sponsorizzare autori meno facili di Hirst , Koons e Ai Weiwei. Proporrei quindi di eliminare quindi i curatori da tutti i musei per favorire una programmazione almeno una volta all’anno più interessante e meno prevedibile.

Rispondi a zuzzerellone Cancel reply