Unità dal volto antico

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA NAZIONALE - PALAZZO DELLA PILOTTA
Piazza Della Pilotta , Parma, Italia
Date
Il
Vernissage
24/11/2011

ore 17

Contatti
Email: sba-ero.stampa@beniculturali.it
Generi
incontro - conferenza
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L’Italia spiegata agli italiani. Il contributo degli archeologi alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità Nazionale. Primo bilancio del progetto didattico della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna dedicato al dialogo fra antichità e mondo della scuola.

Comunicato stampa

Qual è l’origine del nome Italia? Da quanto tempo è usato? Perché l’Italia indossa una corona turrita come una dea dell’antichità? E come mai le Regiones definite da Augusto duemila anni fa hanno già il nome e i confini di quelle attuali?

Abituati a scavare, gli archeologi hanno indagato a ritroso, provando a spiegare agli italiani quanto sia antica la storia unitaria. Agli studenti, anzitutto, ma anche a chiunque abbia voglia di leggere, scaricare e riflettere sul materiale messo in rete sul sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna www.archeobologna.beniculturali.it

Un progetto didattico fortemente voluto dal Soprintendente Filippo Maria Gambari che traccerà un bilancio dei primi otto mesi di lavoro nel corso della conferenza “Unità dal volto antico. Le radici archeologiche dell’immagine dell’Italia”, in programma giovedì 24 novembre, ore 17, al Museo Archeologico Nazionale di Parma, nel Palazzo della Pilotta.

Il progetto si fonda sul dato, apparentemente provocatorio, che l’Unità d’Italia esista di fatto da almeno duemila anni e che a questa antichità si sia sempre fatto riferimento, nei simboli, segni, loghi e luoghi.

Il contributo degli archeologi della Soprintendenza alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità Nazionale è una raccolta di testi e immagini di semplice fruibilità ma grande efficacia che consente al lettore di capire, tramite esempi e simbologie di immediata percezione, quanto l’Italia unita non sia una creatura del movimento risorgimentale ma si fondi sul richiamo più o meno esplicito a modelli culturali che si sono sedimentati nella nostra storia a partire dall’Antichità.

Prendiamo ad esempio l’utilizzo della denominazione “Italia”, attestato a partire dal VII sec. a.C. per indicare il lembo più meridionale della Calabria. Già quattro secoli dopo, leggendo Polibio, trapela l’idea delle Alpi come “mura d’Italia” e che siano “abitanti d’Italia” tutti i popoli che vivono a sud di esse. Nemmeno la caduta dell’Impero Romano, e il lungo periodo di frammentazione politica che seguirà, potrà più cancellare l'antica e ormai radicata concezione che questo nome, Italia, indichi il territorio dell’intera penisola, dalle Alpi al mare, incluse le isole.

Un altro esempio viene dalla rappresentazione femminile dell’Italia, ispirata a modelli dell’arte ellenistica e romana, a partire dalla corona turrita che adorna anche la testa marmorea di Tyche rinvenuta negli anni ’60 negli scavi di Classe (ora esposta nel Museo Nazionale di Ravenna).

Ma sono innumerevoli i modelli antichi utilizzati dalla fine del Settecento per rappresentare l’Italia nei documenti ufficiali, in quadri, monete, medaglie e cartoline, nei più banali materiali in circolazione dall’Ottocento al secolo scorso, fino agli oggetti d’uso corrente come i francobolli o le misure da vino con l’immagine dell’Italia turrita.

Estromessa nel 2005 dai programmi delle Medie inferiori, l’Antichità rientra dalla porta principale per testimoniare una continuità spazio temporale con buona parte della storia moderna e con tutta quella contemporanea. D’altronde è indubbio che il percorso di costruzione dell’Unità nazionale sia soprattutto l’esito di correnti e modelli culturali che risalgono anche al passato preromano della Penisola, come ha radici secolari l’idea stessa di Italia unita, seppur nelle profonde differenze regionali che la caratterizzano.