Trubbiani e la poesia con Francesco Scarabicchi

Ancona - 25/01/2013 : 25/01/2013

Il poeta Francesco Scarabicchi, leggerà con una sua interpretazione personale, alcuni testi di Valeriano Trubbiani, attraverso uno scandaglio nell’immaginazione della parola trubbianea, indagando fra la scrittura dello scultore e il suo interesse per la letteratura. L’attore Giorgio Sebastianelli darà voce ai testi selezionati.

Informazioni

  • Luogo: MOLE VANVITELLIANA
  • Indirizzo: Banchina Giovanni Da Chio 28 - Ancona - Marche
  • Quando: dal 25/01/2013 - al 25/01/2013
  • Vernissage: 25/01/2013 ore 17.30
  • Generi: performance – happening, incontro – conferenza, serata – evento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Venerdì 25 gennaio alle ore 17,30 alla Mole Vanvitelliana di Ancona il poeta Francesco Scarabicchi, leggerà con una sua interpretazione personale, alcuni testi di Valeriano Trubbiani, attraverso uno scandaglio nell’immaginazione della parola trubbianea, indagando fra la scrittura dello scultore e il suo interesse per la letteratura. L’attore Giorgio Sebastianelli darà voce ai testi selezionati


Questo appuntamento è inserito all'interno del calendario che il Museo Tattile Statale Omero ha ideato per la mostra Trubbiani - De rerum fabula, per dare risalto a un aspetto distintivo del lavoro dello scultore, il suo rapporto con la letteratura, in particolare la poesia, e la scrittura, sempre praticata, invitando a parlarne uno dei poeti e concittadini più illustri, Francesco Scarabicchi.
La parola mi è sempre stata amica – dichiara Trubbiani - che dalla scrittura è sempre riuscito a trarre “consolazione e rasserenante appagamento”.
C'è sempre stato, fin dall'origine della sua formazione, un profondo rapporto lirico fra Trubbiani e le cose del mondo - sostiene Francesco Scarabicchi - una sorta di pietà muta che si è espressa nelle opere e nel pensiero che precede e accompagna quelle opere. La forte presenza discreta di Leopardi è il segnale della misura del lirismo di questo artista, il suo avveduto incedere prudente senza esagerazioni e senza eccessi. Un pedale stabile che regola la musica del suo teatro, che armonizza spazio e forme, nel teso, struggente riflettere sui destini e sugli uomini.
In questo la presenza della poesia, come costante orizzonte del viaggio, come regola e scandaglio, come voce del silenzio dei protagonisti che animano le "scene" o "stazioni" del suo racconto. Tutto rivela, nella freddezza dei metalli, il respiro profondo della domanda sulla verità.
L'incontro si terrà nelle sale della mostra, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, l'ingresso è libero.