Tomaso Binga – Zitta tu…non parlare!

Roma - 07/03/2014 : 09/05/2014

Una mostra di installazioni di Tomaso Binga, artista, poetessa e figura dirompente del femminismo poetico-storico italiano, significa non solo renderle omaggio, ma affrontare i temi del femminismo a Roma, dove il suo lavoro è stato in massima parte concepito.

Informazioni

  • Luogo: SALA SANTA RITA
  • Indirizzo: Via Montanara 8 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 07/03/2014 - al 09/05/2014
  • Vernissage: 07/03/2014 ore 18,30
  • Autori: Tomaso Binga
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì dalle ore 11.30 alle ore 19.00; da mercoledì a sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Chiuso domenica e lunedì; chiuso venerdì 25 aprile e giovedì 1 maggio 2014.
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

TOMASO BINGA è lo pseudonimo maschile di Bianca Menna, provocatorio e spiazzante come è il suo lavoro che tenta di trasformare il mondo per annullarne le disuguaglianze. Esordisce nel 1970 assumendo il nome da uomo per evidenziare il privilegio maschile nel campo dell'arte. È sempre stata impegnata sul fronte dell’emancipazione dell’artista nella consapevolezza di essere donna e femminista. Il 15 giugno 1977, in una performance, Tomaso Binga si unisce in matrimonio con Bianca Menna, se stessa



Una mostra di installazioni di Tomaso Binga, artista, poetessa e figura dirompente del femminismo poetico-storico italiano, significa non solo renderle omaggio, ma affrontare i temi del femminismo a Roma, dove il suo lavoro è stato in massima parte concepito.
All’ingresso della Sala Santa Rita - dove sono allestite le installazioni e dove avvengono le performance di Tomaso Binga per la mostra ZITTA TU… NON PARLARE! dall’8 marzo al 9 maggio 2014 – due manichini accolgono i visitatori con cartelli impetuosi. Il video “Ti scrivo solo di Domenica” sussurra una lunga litania. Nello spazio della Sala Santa Rita, volutamente lasciato libero dall’artista per esaltare la bellezza del luogo, quattro pseudo scalette in legno sono appoggiate a quattro paraste che assecondano la discesa di opere che si prolunga sul pavimento. Due leggii aperti si lasciano avvolgere da lunghe carte di poesie e fogli sparsi a terra. Sull’altare nell’abside una tavola imbandita con penne, matite e immagini di calici s’impone come Ultima (S)cena.

Nel mese di marzo sono previsti alcuni appuntamenti collaterali alla mostra.
venerdì 7 marzo alle ore 19.00 - in occasione dell’inaugurazione - Stefania Zuliani introduce e cura una perfomance di Tomaso Binga.
giovedì 13 marzo alle ore 18.30 le letture poetiche di Edda Billi saranno accompagnate dalle poesie sonore di Tomaso Binga.
giovedì 20 marzo alle ore 18.30 Raffaella Perna modererà una conversazione tra Cloti Ricciardi, Tomaso Binga e Suzanne Santoro su ‘Arte e femminismo in Italia dagli anni Settanta’, liberamente tratta dal volume ‘Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta’ di Raffaella Perna (Postmedia-books, Roma, dicembre 2013).

«VERBO ESSERE Modo INDICATIVO Tempo PRESENTE
- io sono - tu sei… ELLA È
- noi siamo - voi siete… ESSE SONO.
Uno dei miei primi lavori si concludeva con questo presente indicativo del nostro essere donne.
Nell’analizzare i condizionamenti, le frustrazioni, i tabù che hanno determinato nei millenni la dipendenza della donna dall’uomo, mi è sembrato di trovare nel linguaggio le forme grammaticali che hanno inabissato la nostra condizione femminile. Lavorare sulle parole e sulle loro declinazioni, prima con una scrittura dilatata, devastata, scarnificata poi con il mio corpo e la mia voce, ha significato per me compiere un lavoro di scavo in grado di portare allo scoperto le ideologie della repressione e del potere sulla condizione delle donne, sulla distruzione della natura, sull’alienazione del mondo lavoro».
Tomaso Binga
Negli anni ‘70 le donne cominciavano a raggiungere alcuni obiettivi di emancipazione ma, tranne qualche eccezione, fino ad allora non erano mai state autorizzate a parlare di sé in prima persona. Nel panorama delle correnti neo-avanguardistiche che hanno animato la capitale in quel decennio, il lavoro di Tomaso Binga rappresenta un raro caso in cui l’artista usa la prima persona e si mette in gioco ripetutamente.
Tomaso Binga è nata a Salerno nel 1931, vive e lavora a Roma.
È stata docente di Teoria e Metodo dei Mass Media presso l'Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Si occupa di Scrittura Verbo-Visiva ed è tra le figure di punta della Poesia Fonetico-Sonora-Performativa italiana. Con le sue performance “Femminismo poetico anni’70” ha partecipato a tutte le battaglie per i diritti dei più deboli, delle donne e degli artisti anche con il costante lavoro dell’Associazione Culturale “Lavatoio Contumaciale” in Roma, che dirige dal 1974, e della “Fondazione Filiberto Menna” in Salerno di cui è Vice Presidente dal 1992.
Tra i suoi progetti visuali e poetici: Scrittura asemantica (1972-1974), Scrittura vivente (1975-1977), Dattilocodice (1978), Biographic (1985), Picta/Scripta (1995), Ideazione/Esecuzione, progetto multimediale (1997). Ha preso parte a più di 1800 manifestazioni tra mostre, rassegne, festival di poesia sonora e performativa in molte città italiane e straniere.

La mostra, a cura del Dipartimento Cultura - Servizio Spazi Culturali, è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale con il patrocinio dell’Istituto Nazionale per la Grafica, della Fondazione F. Menna, del Sindacato Nazionale Scrittori, del Lavatoio Contumaciale, del SAU Storici dell'Arte Unitari, dell’Arci Roma, de La città e le Stelle, dell’UIL (Unione Nazionale Scrittori e Artisti) e della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).