Rethinking Civilization

Milano - 13/04/2018 : 24/04/2018

Una serie di conversazioni organizzate da Gluck50 in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, curate da Maurizio Bortolotti

Informazioni

Comunicato stampa

RETHINKING CIVILISATION: TALKS ABOUT ASIA.
Una serie di conversazioni organizzate da Gluck50 in collaborazione con il Museo
Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, curate da Maurizio
Bortolotti
13 aprile 2018, ore 11 - 13
ULI SIGG
A brief History of Chinese Contemporary Art and its Recourse to Tradition.
Sala Auditorium
24 aprile 2018, ore 15 - 17
BHARTI KHER
The Sum of All Parts


Sala Cenacolo
RETHINKING CIVILISATION è una serie di conversazioni e occasioni di incontro dedicate
ai cambiamenti e all’allargamento dei confini dell’arte contemporanea che oggi hanno
inglobato nuove aree, soprattutto dell’Asia, ma non soltanto.
I due incontri in programma hanno come centro aspetti della ricerca artistica nei due più
importanti paesi dell’Asia, la Cina e l’India, e sono dedicati ai linguaggi artistici e alle loro
implicazioni sociali.
Il 13 aprile, alle ore 11, il programma si apre con Uli Sigg, il principale collezionista di arte
cinese contemporanea e co-curatore della mostra inaugurale del M+, Museum for Visual
Arts di Hong Kong, la cui apertura è in prevista per il 2019. L’intervento di Sigg A brief
History of Chinese Contemporary Art and its Recourse to Tradition tratterà il tema del
rapporto tra l’arte contemporanea cinese e la tradizione.
Seguirà il 24 aprile, alle ore 15, l’incontro The Sum of All Parts con Bharti Kher, nata
nel Regno Unito vive e lavora a Nuova Delhi, figura di grande interesse e una delle più
conosciute artiste della scena indiana contemporanea, il suo lavoro rispecchia spesso la sua
condizione di artista donna che lavora nel contesto asiatico. Per il suo lavoro è stata nominata
nel 2015 Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres.
In collaborazione con
Negli scorsi tre decenni l’arte contemporanea è stata profondamente influenzata da un
rinnovato processo di internazionalizzazione. Nuovi attori si sono imposti sulla scena
mondiale e i confini di quello che una volta poteva essere definito il mondo dell’arte si sono
notevolmente estesi al punto da mettere in discussione i precedenti centri di produzione.
Una delle aree di maggiore sviluppo, dovuto anche alla sostenuta crescita economica, è
senz’altro l’area asiatica. Nuovi centri sono nati e il dibattito artistico ha assunto nuove
forme e linguaggi.
In senso più generale, ripensare l’idea contemporanea di civiltà, legandola al processo della
globalizzazione, vuol dire anche ampliare i confini stessi dell’arte e mostrare punti di vista e
ricerche artistiche che affondano le loro radici in tradizioni culturali diverse rispetto a quelle
cui siamo stati abituati a intendere l’arte contemporanea nei decenni scorsi, con riferimento
in particolare alla tradizione del moderno.
L’idea stessa di civiltà appare oggi multiforme e diviene perciò urgente esplorare le nuove
forme della cultura artistica sviluppate in questo nuovo scenario.
I due incontri si terranno presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo
da Vinci in Via San Vittore 21, Milano.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni rivolgersi a:
GLUCK50
Chiara Calini | [email protected]
Ufficio Stampa RETHINKING CIVILISATION
Maddalena Bonicelli | [email protected] | +39 335 6857707
In collaborazione con
GLUCK50
Gluck50 è uno spazio creativo polifunzionale di carattere interazionale nato per promuovere
l’arte contemporanea. Il programma di Gluck50 ha l’obiettivo di offrire ad artisti selezionati
l’opportunità di svolgere una residenza a Milano in cui concentrarsi su attività di ricerca e
produzione artistica che culminano in un progetto espositivo. In seguito ad ogni progetto
espositivo, Gluck50 si propone la pubblicazione di un catalogo che testimonia le diverse fasi
del progetto elaborato da ciascun artista, dalla ricerca alla progettazione, fino alla mostra
finale.
MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA LEONARDO
DA VINCI
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia racconta storie di scienza, tecnologia e
industria.
L’idea del fondatore, l’industriale milanese Guido Ucelli, era quella di dotare l’Italia, al pari
degli altri grandi Paesi europei, di un museo che raccontasse “il divenire del mondo” a partire
da uno sguardo di unità della cultura. Questa idea di dialogo tra la cultura umanistica e la
cultura tecnico scientifica ancora oggi ispira il piano strategico di sviluppo dell’Istituzione.
Il Museo conserva, tutela, studia e valorizza il patrimonio storico per renderlo accessibile
al pubblico. In questa prospettiva il ruolo del patrimonio storico è fondamentale come
intermediario tra passato e futuro, fra tradizione e innovazione.
Oggi la nostra società richiede cittadini che siano creatori, investigatori, makers, pensatori,
capaci di prendere decisioni che rispondano alle sfide contemporanee, sia dal punto di vista
personale che professionale.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia (allora Tecnica) Leonardo da Vinci nasce
il 15 febbraio 1953, sotto la spinta di un gruppo di industriali lombardi guidati dall’ingegner
Guido Ucelli e con l’appoggio delle istituzioni.
Il nome di Leonardo da Vinci accompagna il Museo dalla sua inaugurazione, avvenuta
con una grande mostra che ne celebrava il cinquecentenario della nascita. Leonardo era,
ed ancora è, il simbolo della continuità tra la cultura artistica e scientifico-tecnologica, due
differenti ma complementari espressioni della creatività umana.
In collaborazione con
MAURIZIO BORTOLOTTI è un curatore che ha lavorato in Cina, Corea del Sud e India.
Ha curato la mostra Ai Weiwei. Disposition alla Biennale di Venezia nel 2013 e nel 2015-16 è
stato direttore del “Research and Public Program” al Himalayas Museum di Shanghai.
ULI SIGG Nato nel 1946, è cresciuto in Svizzera. Ha completato gli studi con un dottorato
presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Zurigo e ha poi lavorato come
giornalista e redattore per vari giornali e riviste svizzeri. Nel 1977 è entrato in Schindler
Group dove è rimasto fino al 1990 ricoprendo varie cariche quali Area Manager per la regione
Asia Pacifico e in seguito Membro del Comitato di direzione e del Comitato di azionisti
del Gruppo. Nel 1980 ha creato la sua prima joint venture tra la Cina e l’Occidente di cui
è stato vicepresidente per dieci anni. Ha poi fatto parte del Consiglio di amministrazione
di numerose aziende internazionali, fino al 1995, quando il governo federale svizzero lo
ha nominato ambasciatore per Cina, Corea del Nord e Mongolia per quattro anni. Al suo
ritorno in Svizzera, ha quindi assunto la presidenza e la carica di membro del consiglio
di amministrazione di varie multinazionali. Attualmente è anche vicepresidente del Ringier
Media Group e membro del Comitato di consulenza di China Development Bank, in qualità
di membro del consiglio di amministrazione di Xintian Global Macro Fund e di altre società
cinesi. È Direttore onorario della China Foreign Investment Association, Pechino e Fondatore
e Socio onorario della Camera di commercio cino-svizzera.
Collezionista di arte contemporanea, ha dato vita alla più corposa collezione di arte
contemporanea cinese al mondo, composta da 2400 opere, donandone 1.450 e vendendone
50 nel 2012 all’M+ Museum for Visual Arts di Hong Kong. Nel 1997 ha anche istituito
il Chinese Contemporary Art Award (CCAA), premio destinato ad artisti contemporanei
cinesi che vivono in Cina, e nel 2007, il CCAA Art Critic Award. È membro del consiglio
dell’M+ Museum, dell’International Council of New York Modern Art Museum MOMA e
dell’International Advisory Council della Tate Gallery, Londra.
BHARTI KHER (1969, UK) vive e lavora a Nuova Delhi. Il suo lavoro spazia tra pittura,
scultura e installazione. Negli ultimi vent’anni si è interessata alle varie tradizioni del
readymade, della mitologia e della narrativa, spesso incorporando il bindi, l’ornamento
frontale portato dalle donne indiane — che nelle sue mani diventa un filtro epidermico,
trasformando gli oggetti e dissolvendo la distinzione tra bidimensionalità e tridimensionalità,
in particolare per indicare il terzo occhio. I temi pervasivi che collegano la sua attività
variegata sono i rapporti intrecciati tra uomo e regno animale, i concetti legati all’ibridismo
e le questioni dell’altro in termini di sesso, etica e iconografica. L’artista collega spesso
astrazione e arte figurativa per creare associazioni tra le cose più disparate.
Tra le mostre più recenti di Kher: “Sketchbooks and Diaries”, Isabella Stewart Gardner
Museum, Boston (2017); “Dark Matter”, Museum Frieder Burda Salon Berlino (2017);
“Matter”, Vancouver Art Gallery (2016); “This Breathing House”, Freud Museum Londra,
(2016); e “Misdemeanors”, Rockbund Art Museum (2014). Nel 2015 è stata insignita
dell’onorificenza di Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres.