Recuperi e riscoperte per Antoine de Lohny

Torino - 25/06/2014 : 25/06/2014

Un importante intervento di restauro è l’occasione per presentare due opere inedite di Antoine de Lohny, la Dormitio Virginis e Sant’Agostino in cattedra, entrambe provenienti da una collezione privata.

Informazioni

Comunicato stampa

RECUPERI E RISCOPERTE PER ANTOINE DE LONHY


All’incontro interverranno:

Enrica Pagella, direttore Palazzo Madama
Anna Rosa Nicola, restauratore
Cesare Pagliero, restauratore
Giovanni Romano, professore emerito Università degli Studi di Torino

Palazzo Madama
Piazza Castello - Torino

Mercoledì 25 giugno 2014
ore 18

Un importante intervento di restauro è l’occasione per presentare mercoledì 25 giugno a Palazzo Madama due opere inedite di Antoine de Lohny, la Dormitio Virginis e Sant’Agostino in cattedra, entrambe provenienti da una collezione privata



Insieme ad Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama, all’incontro interverranno Giovanni Romano, professore emerito dell’Università degli Studi di Torino e i restauratori Anna Rosa Nicola e Cesare Pagliero.

Il nome di Antoine de Lonhy è entrato con forza da più di vent’anni negli studi sulla pittura rinascimentale piemontese: un nome storicamente accertato ha sostituito quello convenzionale attribuito all’artista proprio a partire da un’opera delle collezioni civiche torinesi, il “Maestro della Trinità di Torino”. Formatosi intorno alla metà del Quattrocento in Borgogna, nello straordinario ambiente in cui interagivano e si confrontavano le più alte innovazioni della cultura figurativa fiamminga e francese, Antoine de Lonhy si è dimostrato artista multiforme: pittore su tavola e ad affresco, miniatore e pittore di vetrate. I documenti attestano il suo passaggio nei territori del ducato sabaudo e questo spiega il ruolo che egli ebbe nella cultura figurativa piemontese, ben documentato nelle collezioni di Palazzo Madama.

La Dormitio Virginis, opera concessa in comodato al museo, non si vede in pubblico dal 1938, anno della mostra torinese dedicata a Gotico e Rinascimento in Piemonte. L’occasione straordinaria è data dalla conclusione del lungo e impegnativo restauro, seguito dalla struttura scientifica del Museo insieme alla Soprintendenza.

L’altro dipinto presentato al pubblico è il Sant’Agostino in cattedra, in passato in una collezione bolognese e ora tornato in Piemonte grazie all’acquisto effettuato da parte di un collezionista privato. La tavola è ora al centro delle attenzioni dei ricercatori che tentano di verificare il rapporto del pittore con le principali chiese torinesi del periodo, oltre che con il Duomo cittadino.