Maionese III

Bologna - 03/06/2018 : 03/06/2018

Nell’era della condivisione, l’arte necessita di essere raggiungibile dalla collettività, a questo scopo MAIONESE crea la ricetta per raggiungere un pubblico più ampio e far uscire le opere e gli artisti dalle vecchie cornici predefinite.

Informazioni

Comunicato stampa

MAIONESE nasce da un’idea di Sissj Bassani, Sofia Campanini e Giovanni Scarantino per dare spazio a giovani artisti, privilegiando una ricerca che si sviluppi al di fuori dei circuiti istituzionali.
Nell’era della condivisione, l’arte necessita di essere raggiungibile dalla collettività, a questo scopo MAIONESE crea la ricetta per raggiungere un pubblico più ampio e far uscire le opere e gli artisti dalle vecchie cornici predefinite


L’esigenza di mostrare i propri lavori, ma anche di creare una nuova rete per gli studenti che si approcciano alla carriera autoriale, ha fatto si che i primi due appuntamenti si svolgessero entro le mura domestiche, mettendo a piena disposizione le camere degli inquilini per l’allestimento delle opere selezionate.
Il concetto di HOME GALLERY, originariamente pensato per uscire fuori dalla cornice del White Cube, sta vivendo una nuova stagione nel circuito bolognese, e per questa edizione MAIONESE ha deciso di sovvertirne il concetto stesso creando un pretesto per porre lo sguardo oltre la cornice inevitabile degli spazi casalinghi. Per questa edizione le opere degli artisti invitati saranno esposte negli spazi sottostanti all’appartamento.
ARTISTI:

BENNI NODO è giovane artista romano naturalizzato bolognese, Benni Nodo si interessa di composizioni cromatiche date dall’accostamento di ritmo e colori delle luci led e opera mescolando fotografia e istallazione, componendo ritratti e forme luminose prelevate dall’immaginario collettivo visivo della cultura pop più attuale.
OZONO è un progetto artistico che nasce a Bologna nel 2018. Ozono si appropria e occupa quei ritagli bianchi del contesto urbano normalmente dedicati alla pubblicità, creando scenari che spezzano la monotonia della veduta cittadina. L’installazione è essenziale nella forma: il concetto è un fiume in piena che pervade il tutto mentre lo spostamento culturale del gesto vuole minare il “consumo dunque sono” della contemporaneità.
ELISABETTA CAIZZI MARINI è toscana ma vive e lavora a Bologna. Nelle sue opere, sia pittoriche sia calcografiche, la luce ed i colori non sono il riflesso di un mondo esterno ma di un universo celato nel buio. Le visioni catturate sono molto simili al mondo immaginifico proprio del sogno, ciò nonostante queste immagini, lontane dal mondo notturno, si manifestano alla luce del giorno dove l’anima è sveglia e l’io è cosciente. Qui la coscienza in stato di veglia, dove lo spirito si distende ma l’anima è vigile, ci riconduce all’origine dell’essere.
RITARDO vive e studia a Bologna dal 2013. Nella sua ricerca si concentra sui concetti di ribaltamento (di senso e di sguardo), incomunicabilità, precarietà, avvalendosi di diverse tecniche, dall’incisione, al disegno, all’installazione. Manipola la realtà, non sfigurandola, nel tentativo di far emergere dalle piccole cose il lato più tragico.Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, e dal 2015 autoproduce suoi progetti editoriali.

PARSEC | pedonale è un episodio del macroprogetto PARSEC di Parini Secondo. PARSEC è un progetto che si occupa di movimento. Focalizza la sua ricerca sul concetto di assurdo applicato all’improvvisazione. Ogni improvvisazione si inserisce in maniera peculiare e autentica in ogni differente contesto che attraversa, definendo un habitat che nasce da tutte le possibili combinazioni tra corpo, suono e spazio. Prendendo come riferimento il concetto di probabilità quantistica, la coreografia si determina lungo la durata della performance grazie a eventi casuali e inaspettati che permettono alla materia (corpo, suono e luce) di assumere stati strani e imprevisti. In occasione di MAIONESE, PARSEC si confronta con la quotidianità bolognese inserendosi in uno spazio di attraversamento, uno spazio pedonale.

DAVIDE TRANCHINA è artista visivo che utilizza prevalentemente il linguaggio fotografico.
A partire dal 1999 espone in gallerie d’arte contemporanea e spazi pubblici, in Italia e all’estero, sia in esposizioni collettive che personali. Nel 2003 espone allo Spazio Aperto della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Nel 2009 è tra gli autori invitati alla Prague Biennale4. La ricerca, 40 notti a Montecristo, è stata presentata in anteprima alla mostra Perduti nel paesaggio, presso il MART di Rovereto nel 2014. Nel 2016 dopo la personale Lontano presso la FAR di Rimini, è stato invitato a realizzare un progetto speciale per 2016. Nuove esplorazioni, esposto ai Chiostri di San Pietro nell’ambito di Fotografia Europea a Reggio Emilia.
Le sue immagini sono state inserite in pubblicazioni sulla fotografia italiana e internazionale, Future Images, a cura di M. Cresci (24ORE Cultura), Laboratorio Italia. La fotografia nell’arte contemporanea, a cura di M. Paderni (Johan & Levi Editore), e Tre strade per la fotografia di L. Panaro (APM Edizioni).
E’ uno dei vincitori dell’edizione 2010 del Premio Terna 03 per l’arte contemporanea. E’ il vincitore della quarta edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti contemporanee 2015, nella sezione Fotografia contemporanea.
Di recente alcune sue opere sono state acquisite nella collezioni permanenti della Galleria Civica di Modena, di UniCredit, del MART di Rovereto, e di UBI - Banca Popolare di Bergamo.
Vive e lavora tra Bologna e Milano.
FABIOLA NALDI è qui coinvolta per svolgere un ruolo altrettanto importante: motivare, supportare e autenticare l’impresa di questa occasione.